martedì,Gennaio 25 2022

Antenna a Coccorino, per Giuliano Sterza va realizzata senza indugi sul suo terreno

Il geometra e padre dell’ex vicesindaco, oltre a difendere le scelte della Wind, replica all’attuale amministrazione comunale che, costretta all’installazione dal Tar e dalla legge Gasparri, preferisce comunque il suolo pubblico a quello privato, con un canone di affitto che finisca nelle sole casse del Comune

Antenna a Coccorino, per Giuliano Sterza va realizzata senza indugi sul suo terreno

In relazione alla nota stampa dell’amministrazione comunale di Joppolo sulla vicenda dell’impianto di telefonia 5G a Coccorino, dal proprietario del fondo privato, Giuliano Sterza, in cui la società Wind-Tre vorrebbe installare l’antenna di telefonia mobile riceviamo e integralmente pubblichiamo:

Con questa prima comunicazione si risponde al goffo tentativo, avviato da una parte dell’amministrazione comunale di Joppolo, per cercare di giustificare la proposta di delocalizzare in un nuovo sito della frazione Coccorino, l’impianto di telefonia mobile che la società Wind-Tre aveva già individuato in un’area privata della frazione Coccorinello.
Le stesse persone che prima da semplici cittadini avevano intrapreso l’iniziativa di una raccolta firme negando ogni possibile installazione della medesima, perché troppo vicina alle abitazioni, a loro dire nociva per la salute, oggi, da amministratori e tuttologi, non negano l’istallazione ma inoltre la propongono su un sito ancora più urbanizzato, nei pressi degli alloggi residenziali pubblici della frazione Coccorino. La cittadinanza ha compreso che questa “astuta” mossa politica è un chiaro ed inequivocabile attacco alla persona per ingiustificato motivo. Infatti è risaputo che detto servizio è stato richiesto da molti cittadini, fra i quali imprenditori turistici, al fine di ottenere un’auspicata ed adeguata connessione internet sia per lavoro da remoto che per sopperire alle esigenze dei clienti affittuari.

Si ribadisce che il sito prescelto dalla società Wind-Tre, unica in grado di effettuare una selezione tecnica, è stato individuato dopo un’attenta verifica di alcune aree del territorio come quello più idoneo ed ha già ottenuto le necessarie autorizzazioni, comprensive di nulla osta relativo alla valutazione della soglia di emissione elettromagnetica e dei valori di attenzione rilasciato dall’Arpacal. Dopo circa due anni, infatti, dopo aver conseguito i vari permessi, la società stava iniziando i lavori dandone comunicazione al Comune. Che sia un puro attacco alla persona ed alla famiglia lo si riscontra ancora leggendo l’articolo pubblicato su Il Vibonese in data 29 dicembre 2021, dove più volte viene rimarcato il nome dell’ex vicesindaco Dino Sterza ed il di lui genitore, nel tentativo di costruire un’artificiosa connessione, tra vicenda e carica politica in cui è inesistente l’avallo politico della precedente amministrazione che non hadi certo favorito l’istallazione come scritto nell’articolo. Ricordo, a tal proposito, che il Tar ha accolto il ricorso della società Wind-Tre annullando il provvedimento della precedente giunta comunale di diniego all’installazione. L’amministrazione precedente aveva, infine, individuato un’area nei pressi dell’ex campo sportivo poi ritenuta non idonea dalla società. Sempre l’articolo in questione, probabilmente scritto da un singolo e fatto apparire come volontà generale dell’attuale amministrazione, riporta una scellerata frase che fa trapelare il reale motivo per il quale l’autore dell’articolo scrive, di cui se ne riporta parte del testo: “l’ingordigia del singolo purtroppo ha attivato una serie di procedure…”. Mi domando quale fonte legittimi l’uso di questi aggettivi pubblicati ed addebitati alla mia persona – sottolinea Giuliano Sterza – con tale leggerezza. Il termine utilizzato “ingordo” presuppone un accaparramento totale e pertanto viene spontaneo chiedermi: Per caso avrei dovuto condividere qualcosa con qualcuno?

Inveritiera per giunta l’affermazione dell’amministrazione, o meglio di chi ha scritto l’articolo per la stessa, secondo la quale la società avrebbe assunto impegni con l’Ente in merito ad una delocalizzazione presso area comunale.

Ad oggi, in merito al mio operato e della società, nessuno ha riscontrato alcun illecito nelle procedure. Ritengo infine, se sia giusto che un’amministrazione che si trova alle porte di un dissesto finanziario con le sue azioni sperperi altro denaro pubblico. Pertanto, dinnanzi a scelte di esclusiva opportunità tecnica di una società che hanno investito un privato cittadino, ci si chiede quale altro diversivo si adopererà per screditarlo e contestualmente trarre ulteriormente in inganno una cittadinanza già disagiata. Concludo questa mia risposta dicendo che un buon amministratore dovrebbe saper cogliere con sue proposte le vocazioni di un territorio atte a migliorare lo sviluppo dello stesso”.

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