Elettrosmog, sotto osservazione anche gli impianti della Rai

Non solo le antenne private già poste sotto sequestro farebbero registrare emissioni oltre la norma. Da nuovi rilievi emergerebbero valori preoccupanti anche sui ripetitori del servizio pubblico posizionati nel territorio di Vibo Valentia

Non solo le antenne private già poste sotto sequestro farebbero registrare emissioni oltre la norma. Da nuovi rilievi emergerebbero valori preoccupanti anche sui ripetitori del servizio pubblico posizionati nel territorio di Vibo Valentia

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Le antenne posizionate in località Castello

Le quattro antenne appartenenti alle società Mediaset, Towertel e Rete Sud, site in località Croce Nivera, in territorio di Stefanaconi tra il castello e il cimitero di Vibo Valentia, e già poste sotto sequestro dalla magistratura il 21 giugno scorso, non sarebbero le uniche a far registrare valori di emissioni elettromagnetiche ben oltre i livelli di guardia.

Elettrosmog, sotto sequestro le antenne nei pressi del castello

È quanto sarebbe emerso nel corso delle analisi selettive svolte dai tecnici dell’Arpacal su disposizione della Procura della Repubblica di Vibo Valentia lo scorso 29 giugno. In quella circostanza, in tre diversi punti, sono stati infatti effettuati accertamenti “irripetibili” (che avranno dunque rilevanza processuale) ai quali hanno preso parte rappresentanti e periti delle società interessate, dei Comuni di Vibo Valentia e Stefanaconi, del dipartimento Arpacal di Cosenza e del dipartimento reggino del ministero delle Telecomunicazioni.

Le verifiche, in particolare, hanno sondato le emissioni a “banda larga”, per accertare il livello generale dell’inquinamento elettromagnetico, e a “banda stretta” per individuare nel dettaglio la reale fonte di emissione. E proprio sulla base di questo secondo approfondimento sarebbe emerso un dato quantomeno inatteso. E preoccupante.

Antenne sequestrate, ecco i reati contestati

Ad emettere il segnale più forte e persistente non sarebbero le antenne poste sotto sequestro nel territorio di Stefanaconi (comunque oltre i limiti), bensì una di quelle posizionate sulla collinetta di fronte al Castello Normanno-Svevo, quindi nel territorio comunale di Vibo Valentia. Antenna che non apparterrebbe, come le altre, ad una società privata, bensì al servizio pubblico. In particolare, secondo ricostruzioni ufficiose, sarebbe il segnale emesso dalla frequenza di Rai Parlamento a far registrare valori superiori a quelli diffusi dai ripetitori privati già posti sotto sigillo.

Sequestro antenne, emessi tre avvisi di garanzia

Un elemento che, se confermato, andrebbe ad aggravare il quadro delle fonti inquinanti nell’area in questione, includendo impianti fino ad ora rimasti esclusi dai recenti provvedimenti giudiziari benché posizionati a poca distanza da quelli che, al contrario, sono stati sequestrati. Il dato ancor più preoccupante è che le analisi selettive irripetibili sono state effettuate indirizzando i rilevatori verso gli impianti di località Croce Nivera partendo da immobili direttamente esposti a quelle antenne e che, ciò nonostante, il valore più alto registrato sarebbe comunque rimasto quello emesso dall’impianto del servizio pubblico.

Basta antenne a Stefanaconi, il Comune adotta un regolamento

Nei giorni scorsi il Comune di Vibo Valentia, attraverso il sindaco Elio Costa, ha scritto al sindaco di Stefanaconi Salvatore Di Sì chiedendo di mettere in atto quanto di sua competenza per porre rimedio ad una situazione che crea non pochi allarmismi tra la popolazione vibonese. A questo punto, se la vicenda legata agli impianti presenti nel territorio di sua competenza dovesse trovare conferma, dovrà adoperarsi anch’egli in prima persona così come richiesto al collega stefanaconese.

Si al Regolamento Gambardella, il Comitato soddisfatto a metà