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Triparni frana nell’indifferenza: «Che fine hanno fatto le opere di messa in sicurezza?»

La frazione di Vibo Valentia fa i conti con un dissesto idrogeologico latente e una grave carenza idrica, la denuncia di Antonio Iannello

Triparni frana nell’indifferenza: «Che fine hanno fatto le opere di messa in sicurezza?»
Antonio Iannello (Pd)

Tornano a chiedere gli annunciati interventi di messa in sicurezza i cittadini di Triparni. Nel cassetto milioni di euro per fermare il dissesto idrogeologico che ha causato il crollo di una piazza e lo smottamento della strada provinciale. «Ma non sono questi gli unici problemi che vivono gli abitanti della piccola frazione di Vibo Valentia», dice amareggiato Antonio Iannello. L’ex assessore ai Lavori pubblici ai tempi di Franco Sammarco sindaco e oggi dirigente del Pd, è nato e cresciuto a Triparni. E in questi anni più volte si è fatto portavoce della protesta dei suoi concittadini che si sentono abbandonati dalle Istituzioni. «Triparni – spiega Iannello – negli ultimi anni ha subito un declino che sembra inarrestabile». Un declino iniziato nel luglio del 2006, quando a seguito di una tragica alluvione, collassò la piazza ubicata sulla via Roma. Nel 2019 un’altra ondata di maltempo causò il crollo di un fabbricato affacciato sulla stessa piazza. Un territorio estremamente fragile, per la cui messa in sicurezza sono stati annunciati milioni di euro.

La situazione della strada provinciale a Triparni
La situazione della strada provinciale

Si tratta – spiega Iannello – dei lavori di messa in sicurezza dei versanti Affaccio- Cancello Rosso-Piscopio-Triparni-Longobardi ed ex Tracciato Ferrovie Calabro Lucane finanziato con la Legge regionale numero 9 del 2007 e per il quale a tutt’oggi, nonostante gli impegni e le promesse fatte dalle Amministrazioni Comunali in tutte le varie sedi, i lavori non sono stati ancora avviati. Un grande progetto strategico per la messa in sicurezza di gran parte del nostro territorio comunale finanziato dalla Regione Calabria sin dal 2007 per un importo complessivo di 8.595.000 euro e che ad oggi non abbiamo idea di quante somme sono state spese, sicuramente per la progettazione ed i normali costi preliminari all’appalto e non certo per lavori eseguiti». Pur non essendo un centro interno ma situato su una fascia costiera turistica, Triparni sta registrando un notevole spopolamento. «Le cause – prosegue l’ex assessore ai Lavori pubblici – vanno ricercate principalmente nelle pochissime opportunità di lavoro e nei servizi ormai inesistenti. Una frazione che ha avuto un’involuzione significativa. Negli anni sono stati chiusi l’ufficio postale, le scuole. Chiuse pure le attività sociali e sportive. Resiste solo qualche attività commerciali».

Per Antonio Iannello la causa è legata al degrado ambientale, «il più difficile della sua storia, con problematiche che ad oggi sono rimaste irrisolte come il dissesto idrogeologico, l’abbandono delle strade comunali e delle vie cittadine piene di erbacce, della piazza di Via Lombardia, il cimitero nel quale, nella parte di nuova edificazione mancano le opere di urbanizzazione primaria, i marciapiedi o la raccolta delle acque meteoriche ed i tanti problemi fognari». Una rete idrica colabrodo che sta causando un’altra emergenza, quella idrica. «Da diversi mesi una parte della popolazione situata a valle del paese riceve l’acqua a giorni alterni» denuncia Iannello. «Una rete idrica a pezzi, con un serbatoio di accumulo sempre vuoto e con tantissime perdite puntualmente segnalate ma senza alcuna risposta da parte di una amministrazione sorda e latitante». Altro problema riguarda la viabilità. «La strada provinciale Triparni – Porto Salvo, continua a registrare un vistoso abbassamento del manto stradale. Un pericolo per gli automobilisti in transito.  La comunità di Triparni – conclude – non può più attendere».

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