lunedì,Settembre 27 2021

Vibo, il piano per “disinnescare” le bombe ecologiche sequestrate

Tavolo tecnico con Procura, Prefettura, Comune, Provincia, Regione, Arpacal, Corap, Asp e Vigili del fuoco. Obiettivo: mettere in sicurezza i luoghi

Vibo, il piano per “disinnescare” le bombe ecologiche sequestrate
I partecipanti alla riunione di questa mattina in municipio a Vibo

Ha avuto un duplice effetto positivo il doppio sequestro operato dalla Procura di Vibo Valentia, nelle scorse settimane, sui due dismessi siti industriali di Porto Salvo, frazione di Vibo Valentia, in cui sono state rinvenute tonnellate di rifiuti di ogni tipo. Intanto quello di scoprire delle potenziali bombe ecologiche e disinnescarle (si spera) in tempo. Ma soprattutto, in prospettiva futura, l’iniziativa della Procura ha suonato la sveglia ad istituzioni e politica che fino ad oggi hanno beatamente dormito davanti agli scempi che si consumavano (e si consumano) sul territorio che dovrebbero amministrare.

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Questa mattina al Comune di Vibo si è tenuta una riunione scaturita dalla necessità di programmare gli interventi di bonifica e messa in sicurezza dei due siti inquinati, e di farlo con compiti e mansioni ben precise, ognuno per quanto di competenza. Ma anche di allargare il raggio d’azione a tutto il comprensorio, intervenendo non soltanto dove è già passata la magistratura. Attorno al tavolo del sindaco Maria Limardo si sono riuniti quindi la Procura di Vibo (presente il sostituto procuratore Filomena Aliberti); la Provincia (il presidente Salvatore Solano); la Regione (la dirigente Orsola Reillo); ed ancora, delle rappresentanze di Prefettura, Azienda sanitaria, Corap, Arpacal, Vigili del fuoco.

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La sintesi dell’incontro – bruscamente interrotto a metà dall’irruzione degli operatori ecologici – l’ha fatta il primo cittadino. «Ringrazio quanti hanno partecipato dimostrando particolare attenzione per la città. Ho chiesto principalmente due cose: sicurezza dei luoghi e decoro. Ma prima di tutto ci vuole sicurezza, che è un fattore che un sindaco non può mettere in secondo piano quando sul suo territorio vengono sequestrati due siti come l’ex Cgr e quello seguente». Secondo Maria Limardo, dunque, si procederà per step: il primo è la pulizia delle aree interessate, il secondo deve iniziare da «un protocollo d’intesa tra Comune, Arpacal e Corap, che ha la competenza sull’area industriale, affinché i titolari delle aziende dismesse collaborino con noi, iniziando a recintare i loro spazi, effettuando la pulizia dei loro siti e perché no, sottoponendosi volontariamente alle verifiche ambientali da parte dell’Arpacal».

Criticità sono state espresse invece dal presidente della Provincia Solano, il cui ente, pur non avendo competenze dirette in materia ambientale, se non la certificazione dell’avvenuta bonifica di un’area, ha ricordato che il problema va «affrontato nel suo complesso e per l’intero territorio provinciale», rammentando ai presenti che ci sono ancora ex discariche comunali su cui non è stata compiuta alcuna bonifica.

Nei prossimi giorni il tavolo tecnico si aggiornerà per passare dalle parole ai fatti. E sarebbe ora.

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