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Il Partito democratico vibonese, con il segretario provinciale Enzo Insardà e i segretari di circolo, interviene su un tema di stretta attualità e sposa in pieno la linea del ministro Minniti e del governo: «Le migrazioni non possono essere fermate ma serve una risposta internazionale»

Uno sbarco a Vibo Marina
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Di fronte al fenomeno delle migrazioni si può tentare la via della speculazione senza avere alcuna reale idea di soluzione, oppure si può essere seri. Noi vogliamo percorrere questa seconda strada. Nel tentativo difficilissimo di tenere conto delle inquietudini che agitano le nostre comunità con il senso di realtà che ci dice che la questione delle migrazioni è storica e sarà duratura nel tempo. Bisogna uscire dal binario su cui è stato portato il dibattito - e cioè tra l'essere pro o contro l'accoglienza - perché non è quella la questione e nemmeno serve ad affrontare il fenomeno. Serve uno sforzo di approfondimento in più.

E allora partiamo dal dire che ci sono norme, sbagliate, che rendono emergenziale la gestione del fenomeno. Prima fra tutte il regolamento di Dublino che va superato, o quantomeno sospeso, per chiamare in causa l'Europa intera nella gestione di flussi straordinari di migranti.

E c'è una seconda norma, questa volta tutta italiana, che è una delle peggiori al mondo e che lungi dal fermare gli arrivi - come era raccontato nella propaganda di chi l'ha scritta - genera quella gabbia per cui un migrante che non vuole fermarsi in Italia, qui invece è obbligato a restare e che obbliga chi sarebbe un migrante economico a dichiararsi “rifugiato politico” con tutte le conseguenze che questo comporta: quella norma è la Bossi-Fini. E va superata.

Dobbiamo farci carico delle istanze dei nostri cittadini, delle paure che agitano le nostre città, delle disuguaglianze e delle incertezze che rendono frustrante la vita per un giovane italiano che dopo un percorso di studi importante non trova lavoro, oppure per un pensionato che a stento riesce ad avere di cosa sopravvivere, o per una donna che dopo la maternità si vede scavalcata da altri sul posto di lavoro, o infine ancora per chi ha perso l'occupazione e fatica a mantenere la propria famiglia. Ma dobbiamo farcene carico dicendogli la verità: che le grandi migrazioni non si fermano scrivendo una norma, ma che nemmeno possono essere gestite da uno solo Paese per quanto generoso e attento alla dignità di tutti come l'Italia, perché il limite dell'accoglienza sta nella possibilità di integrazione che siamo in grado di mettere in campo.

E dobbiamo anche ricordare a tutti, partendo da noi stessi, che ad ogni donna o uomo indipendentemente da dove siano nati, di quale colore abbiano la pelle o in quale religione credano, va garantita la possibilità di vivere secondo le proprie aspirazioni e in piena dignità. Perché morire di fame non è meno importante che morire a causa di una guerra.

Emergenza sbarchi, il Pd: "L'Europa fermi i traffici illegali di uomini"

La Federazione provinciale Pd di Vibo Valentia ed i suoi segretari di circolo esprimono pieno sostegno all'azione del Governo, e del ministro degli Interni Marco Minniti, tesa ad ottenere una risposta internazionale al fenomeno delle migrazioni. Risposta che deve avvenire: sul piano della politica per portare stabilità e certezza dei diritti, la fine dei conflitti e la costituzione di governi democratici per garantire a chiunque, indipendentemente dalla latitudine in cui è nato, piena dignità ma anche accordi tra Paesi per gestire efficacemente la partita dei rimpatri; sul piano dell'attualità superando l'isolamento in cui l'Italia si trova nella gestione del fenomeno: con lo stanziamento di risorse europee per fermare il traffico illegale di uomini e garantire un’accoglienza dignitosa e l'avvio di percorsi di integrazione; sul piano della cooperazione internazionale, ossia attraverso investimenti strutturali che rimuovano le condizioni di precarietà e insicurezza per cui milioni di persone sono obbligate a lasciare i loro Paesi d'origine; chiede che ci sia un sempre maggior coinvolgimento degli Enti locali nella gestione dei migranti, indicando come quella dello Sprar sia la soluzione più virtuosa possibile: una accoglienza diffusa, informata, con il coinvolgimento dei migranti in lavori di pubblica utilità così da rendere esplicito quel patto tra chi accoglie e chi è accolto.

Ancora, ritiene indispensabile la massima trasparenza nell'uso delle risorse pubbliche destinate all'accoglienza e all'integrazione dei migranti, perché a nessuno sia consentito di trarre profitto sulla pelle delle persone e a discapito di intere comunità; ribadisce la necessità di una distribuzione equa dei profughi su tutto il territorio nazionale, e richiama al massimo impegno i soggetti privati chiamati alla gestione dei migranti, affinché ci siano progetti veri di integrazione e il coinvolgimento in progetti di volontariato; chiede il superamento della Legge Bossi-Fini: una norma che obbliga chi sarebbe quindi un “migrante economico”, a dichiararsi “profugo politico”, impegnando così il nostro Paese nella lunga, e alla fine inutile, valutazione sulla richiesta di asilo politico; una norma che anziché affrontare il fenomeno ha creato i flussi illegali di profughi, che rende difficile come più volte dichiarato dalle forze di polizia e dalla magistratura le indagini a carico dei trafficanti di esseri umani; una norma che imprigiona un migrante in Italia anche quando per quest'ultimo il nostro Paese non sarebbe la meta finale, ma solo una tappa del suo viaggio. 

*Segretario provinciale Pd Vibo Valentia

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