La lettera inviata alla redazione rilancia il malessere nelle frazioni del capoluogo, con i cittadini costretti ad arrangiarsi con rifornimenti privati: «Quando andiamo in Comune a protestare alzano le spalle perché non ci sono soldi»
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A Vena Superiore l’emergenza idrica non è finita. Anzi, secondo una lettera inviata alla redazione de Il Vibonese, nella frazione del capoluogo i rubinetti sarebbero a secco da più di 14 giorni, con cittadini costretti a organizzarsi come possono tra autobotti, cisterne private e continue richieste di intervento agli uffici comunali.
Una nuova segnalazione che arriva mentre in città resta alta l’attenzione sulla crisi idrica che da settimane sta mettendo in difficoltà diverse zone di Vibo Valentia, dal centro storico alla parte alta, fino alle frazioni. Nei giorni scorsi l’assessore comunale alla Manutenzione Francesco Colelli aveva parlato di un «dramma idrico senza precedenti», spiegando che tecnici e ditte incaricate avevano lavorato «giorno, notte, sabati e domeniche» per individuare guasti e ripristinare almeno in parte il servizio. Ma da Vena Superiore arriva ora un’altra fotografia.
La denuncia da Vena Superiore
«A Vena Superiore manca l’acqua da più di 14 giorni», scrive un lettore cittadini nella mail inviata alla redazione. Il disagio, raccontano, si trascina ormai da due settimane e ha trasformato la quotidianità in una rincorsa continua al rifornimento: «Siamo costretti a ricorrere ad autobotti e cisterne private».
Secondo quanto riferito nella lettera, i residenti si sarebbero rivolti più volte al Comune per chiedere spiegazioni e interventi. La risposta, sostengono, sarebbe sempre la stessa: il problema è generale, le risorse non bastano per realizzare un nuovo tratto di rete e si proverà a intervenire. «Ogni volta che i cittadini si recano per reclamare il Municipio ribatte dicendo che è un problema comune, che non sa come fare e che i fondi sono assenti per poter attuare un nuovo allaccio. Continuano dicendo: Provvederemo».
Il punto, però, è che intanto il calendario avanza. «Ci ritroviamo al 24 giugno ma tutto tace», aggiungono i residenti, spiegando di avere già parlato con il dirigente, con l’assessore e con l’ingegnere della rete idrica e manutenzione. «Ma niente è servito».
«A Vibo si scava di notte, da noi niente»
La protesta si concentra soprattutto sulla percezione di una differenza di trattamento tra il centro cittadino e le frazioni. Nei giorni scorsi, in alcune zone di Vibo, gli interventi sulla rete sono proseguiti anche nelle ore notturne per individuare guasti complessi e ripristinare il flusso idrico. A Vena Superiore, invece, secondo chi scrive alla redazione, la situazione sarebbe rimasta immobile.
Da qui la domanda che diventa il cuore della denuncia: «La frazione di Vena Superiore fa parte di Vibo o no?». E ancora: «A Vibo si scava la notte, si sistema tutto. Da noi, invece, niente».
La richiesta non riguarda soltanto l’emergenza di questi giorni, ma la qualità di un servizio considerato essenziale. «Vogliamo anche noi il servizio come tutti», scrivono i cittadini, richiamando il tema dell’acqua come bene primario e chiedendo un intervento strutturale sulla condotta. «È possibile che non si trovino i soldi per fare un tratto di linea nuova?».
Il precedente del signor Rosario
La nuova segnalazione arriva pochi giorni dopo il caso di Rosario Tavella, 70enne trapiantato e residente a Vena Superiore, raccontato da Il Vibonese mentre riempiva le taniche davanti al Municipio. Da circa un mese, spiegava, la sua giornata era scandita dalla ricerca dell’acqua: rifornimenti al Comune, contenitori da caricare in auto, difficoltà quotidiane rese ancora più pesanti dalle sue condizioni di salute.
«Questa è la vita che faccio dal 18 maggio», aveva raccontato Tavella, spiegando di essersi attrezzato per portare a casa l’acqua necessaria a lavare piatti, cucinare, pulire la verdura e svolgere le attività indispensabili. «Chiedo semplicemente che arrivi l’acqua nella rete idrica di casa mia, attraverso il contatore che pago regolarmente», aveva aggiunto.
Nella lettera inviata oggi alla redazione, i cittadini richiamano proprio quell’episodio: «Più di una settimana fa è uscito anche l’articolo del signor Rosario che andava al Comune a rifornirsi. Persona anziana con diverse patologie, invece di risolvere il problema lo facevano rifornire all’esterno».
Una crisi che riguarda città e frazioni
L’emergenza idrica a Vibo, nelle ultime settimane, ha assunto dimensioni più ampie. Le segnalazioni hanno riguardato via Terravecchia Superiore, via Matteotti, Largo San Giuseppe, viale Kennedy e altre zone del centro storico, mentre il Comune ha spiegato che la rete cittadina presenta guasti complessi, perdite continue e tratti ormai compromessi. Colelli ha parlato di una rete in alcuni punti arrivata al collasso, precisando però che il problema non poteva considerarsi definitivamente risolto.
Parallelamente, a Piscopio la Polizia locale ha scoperto allacci abusivi e cisterne non censite, con due denunce e il sequestro di serbatoi collegati alla rete comunale. Un fronte diverso rispetto ai guasti che stanno colpendo altre aree, ma inserito nello stesso quadro: una gestione dell’acqua diventata fragile, tra infrastrutture vecchie, consumi anomali, carenze di pressione e famiglie costrette a convivere con rubinetti asciutti.
Da Vena Superiore, però, la richiesta è molto più immediata: avere acqua in casa. «Visto che l’acqua è un bene primario - chiedono i cittadini - è possibile che non si trovino i fondi per fare un tratto di linea nuova?».



