giovedì,Giugno 17 2021

Vibo Marina, il Comune ordina la demolizione della Capannina: «Giù le mani, è casa mia» – Video

Giuseppe Francolino. ex testimone di giustizia, difende il fabbricato situato nel quartiere Pennello. «Non è solo fonte di guadagno, io qui ci vivo»

Vibo Marina, il Comune ordina la demolizione della Capannina: «Giù le mani, è casa mia» – Video

Il chiosco è lì da quasi settant’anni, ma è abusivo. E il Comune di Vibo Valentia ne ordina la demolizione. Tra qualche giorno le ruspe arriveranno in piazza Capannina per buttare giù un manufatto pericolante, a picco sul mare. Ma il proprietario, Giuseppe Francolino, ex testimone di giustizia, non ci sta. Lui che come tutti gli abitanti del quartiere Pennello aveva chiesto la sanatoria per l’immobile costruito nel 1953 e che tra gli anni ’70 e ’80 è stato un simbolo della movida. Oggi in piazza Capannina si registra solo degrado e abbandono. L’area è delimitata dalle transenne a protezione del lungomare inghiottito dall’erosione costiera. Un cartello corroso dal tempo annuncia i lavori in corso. È lì da anni. E i lavori procedono lentamente, molto lentamente.

«Dovranno abbattere pure me»

Nel retro del fabbricato pericolante, Giuseppe ci vive ancora, mentre la moglie e i suoi due figli hanno trovato ospitalità da una sorella. «Da qui non mi muovo, dovranno abbattere pure me», dice. Stringe nelle mani le carte che testimoniano anni di battaglie legali per quel fabbricato che il tempo ha consumato: «Se demoliscono il mio chiosco per me sarà la fine». Sebbene la licenza sia stata sospesa, Giuseppe continua tutti i giorni ad aprire il suo bar ormai spoglio: «Questo chiosco è stata la mia fonte di guadagno per 25 anni ed è stata la mia casa». E al danno si aggiunge la beffa delle spese per le operazioni di demolizione che spetteranno a lui. Il costo si aggira sui 48mila euro. Soldi che Francolino non possiede.

«Ignari dell’ordine di demolizione»

Una delibera che coglie di sorpresa anche l’avvocato Giovanna Fronte, legale di fiducia di Francolino. «Non ho ancora visualizzato il decreto che prevede la demolizione – dice -, non ho pertanto contezza di cosa si voglia abbattere, se si tratta della veranda o di altro». La stessa ricorda come il suo assistito avesse a suo tempo aderito alla richiesta di acquisizione del suolo demaniale sul quale insiste il chiosco. «Il chiosco azzurro con annessa abitazione – precisa l’avvocato Fronte – esiste dal 1950, ovvero dagli anni precedenti alle normative sull’edilizia. Prenderemo visione degli atti – conclude – ed eventualmente impugneremo l’ordine di demolizione».

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