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L’accusa aveva chiesti la condanna a 4 anni ed 8 mesi per un 41enne di Tropea difeso dall’avvocato Antonio Porcelli

Cronaca

Assoluzione per non aver commesso il fatto. Questa la sentenza del Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Giulio De Gregorio, giudici a latere Sapia e Cantilena) nei confronti di Enzo Calabretta, 41 anni, di Tropea, accusato dei reati di detenzione e porto in luogo pubblico, vendita e cessione a terzi di più armi da sparo, comuni e da guerra, oltre al relativo munizionamento, in concorso con Salvatore La Rosa e Saverio Bardo (già giudicati con rito abbreviato), tutti coinvolti nell’operazione antimafia della Squadra Mobile di Vibo denominata “Peter Pan”, scattata nel dicembre del 2011. Il processo costituiva appunto uno stralcio di "Peter Pan" contro il clan la Rosa di Tropea, essendo nel frattempo caduta le aggravanti mafiose inizialmente contestate e quindi passata la competenza dalla Dda di Catanzaro alla Procura ordinaria di Vibo. Le cessioni delle armi, contestate dall’accusa, sarebbero avvenute in cinque distinte occasioni a Tropea nel corso del 2011. Al termine della requisitoria, la Procura di Vibo aveva chiesto per l’imputato la condanna a 4 anni ed 8 mesi di reclusione. L’intervento difensivo dell’avvocato, Antonio Porcelli, ha però convinto il Tribunale ad emettere sentenza assolutoria con formula ampia. Le armi erano state rinvenute in un appartamento di un villaggio turistico di Tropea. 

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