Antimafia: l’interdittiva provoca a Vibo la revoca dell’appalto scuolabus

Il provvedimento interessa la ditta Atena e il servizio per gli alunni delle Vene, di Longobardi e San Pietro

Il provvedimento interessa la ditta Atena e il servizio per gli alunni delle Vene, di Longobardi e San Pietro

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Ha dirette conseguenze anche sugli appalti del servizio di trasporto scolastico, con l’autobus comunale, degli alunni di Vena Superiore, Vena Media, Vena Inferiore, Longobardi e San Pietro, l’interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Vibo Valentia nei confronti della “Atena Servizi” con sede a Mileto su corso Umberto I. Il Comune di Vibo Valentia, con la dirigente Adriana Teti, si è infatti visto costretto a revocare gli appalti in questione aggiudicati il 6 settembre scorso dopo una gara indetta con determina dirigenziale il 31 luglio. I due appalti, uno per le scuole di Vena, l’altro per le scuole di Longobardi e San Pietro, era stato aggiudicato alla “Atena Servizi” dal 17 settembre al giugno del prossimo anno. Il Comune, a seguito dell’interdittiva antimafia che impedisce alle imprese colpite di poter intrattenere rapporti con la pubblica amministrazione, ha dunque disposto l’interruzione del servizio di trasporto scolastico e comunicato alla ditta la revoca degli appalti. Con successivo e separato atto si dovrà provvedere ora all’approvazione del credito dell’appaltatore per i lavori già eseguiti per conto del Comune di Vibo Valentia. Avverso tale provvedimento, la “Atena Servizi” potrà presentare ricorso al Tar. Così come ricorso al Tar sembra essere intenzionata a presentare per la revoca degli appalti del servizio di pulizia degli immobili comunali, ricevuto dal Comune di Mileto, e quello di trasporto degli alunni della scuola dell’infanzia, della primaria e della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo di Mileto.                                                        Continua, dunque, l’opera di vigilanza da parte della Prefettura di Vibo Valentia per scongiurare pericoli di infiltrazioni mafiose nelle imprese e nelle pubbliche amministrazioni che vengono a contatto con le stesse attraverso l’aggiudicazione di appalti e servizi. Nei giorni scorsi, analoghe interdittive antimafia hanno interessato anche la  “Honos servizi” che aveva in appalto dal 2016 i servizi cimiteriali del Comune di Mileto e l’associazione “Cooperazione Sud per l’Europa”, con sede a Mileto, che gestisce alcuni centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati. In tale ultimo caso, l’interdittiva antimafia, basata sulle informazioni ricevute dalle forze dell’ordine, ha messo in evidenza le frequentazioni ed i rapporti di alcuni soci della cooperativa con soggetti sotto processo per narcotraffico interazionale nell’operazione “Stammer” ed anche con soggetti legati ai clan Prostamo-Pititto-Iannello di San Giovanni di Mileto, Lo Bianco di Vibo Valentia, Pesce di Rosarno e Mancuso di Limbadi. E le “sorprese” in ordine alle interdittive antimafia (fra gli ultimi destinatari anche le società Genco Carmela e Figli e quelle riconducibili agli imprenditori di Ricadi Pino Giuliano e Mercurio La Sorba, oltre alla Futur Service di San Gregorio d’Ippona che si occupa della custodia dei cani randagi) potrebbero non fermarsi qui.   LEGGI ANCHE: Antimafia: interdittiva per associazione di Mileto che si occupa dei migranti

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