La Prefettura di Vibo Valentia dispone un’interdittiva antimafia per la ditta “Genco Carmela e Figli srl”

La società attiva nel campo delle autolinee e nel settore turistico-alberghiero si vede revocare le concessioni per l’apertura di un villaggio a Ricadi. Si va dinanzi al Tar

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Interdittiva antimafia da parte della Prefettura di Vibo per la “Genco Carmela e Figli srl”, società titolare di autolinee in Calabria sin dagli anni ’70 e che offre pure un servizio di noleggio autobus Gran turismo, oltre ad una serie di servizi complementari. Da un paio di anni, l’azienda oltre che ad essere attiva nel settore del trasporto pubblico sia sul territorio nazionale che internazionale, ha ampliato il proprio core business con la gestione diretta di attività turistico alberghiere e ricettive a Vibo, Pizzo Calabro, Serra San Bruno e Santa Domenica di Ricadi. Ed è proprio da una delibera della giunta del Comune di Ricadi che si apprende dell’esistenza di un’informazione antimafia interdittiva emessa nei confronti della società “Genco Carmela e figli srl”. La stessa giunta comunale ha infatti deciso di dare indirizzo al responsabile dell’Area amministrativa per l’individuazione di un legale al fine di resistere dinanzi al Tar di Catanzaro al ricorso della ditta che chiede l’annullamento dell’interdittiva e quindi dell’efficacia di due determine emesse dall’ufficio tecnico. Con la prima determina, l’ufficio tecnico del Comune di Ricadi ha disposto la revoca di una concessione demaniale marittima concessa in precedenza alla società “Genco Carmela e figli”, mentre con la seconda determina è stata revocata la certificazione di inizio attività di apertura di un villaggio turistico a quattro stelle ubicato a Baia di Riaci. La trattazione nel merito del ricorso della “Genco Carmela e figli srl” contro il Ministero dell’Interno (da cui dipende la Prefettura di Vibo) ed il Comune di Ricadi che ha revocato alla ditta le precedenti concessioni e autorizzazioni, proprio in conseguenza dell’intervenuta interdittiva antimafia, è stata fissata per l’1 agosto scorso. Sino a tale data, le due determine resteranno sospese – per come deciso dal presidente della prima sezione del Tar in sede cautelare – per non pregiudicare l’ attività turistica già avviata. Saranno dunque i giudici amministrativi a dover vagliare la fondatezza dell’interdittiva antimafia, misura adottata dal prefetto per prevenire tentativi di infiltrazioni mafiosa escludendo che la stessa ditta possa avere rapporti contrattuali con la pubblica amministrazione.

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In merito alla notizia di cui sopra, da Vincenzo Renda, socio e direttore tecnico della ditta Genco srl riceviamo e integralmente pubblichiamo:Preme precisare che a seguito del provvedimento d’urgenza emesso dal Presidente del Tar di Catanzaro, la Prefettura ha sospeso il provvedimento in maniera autonoma. Ciò in quanto il Tar, entrando nel merito, non ha ravvisato neppure l’esistenza di indizi idonei a paventare tentativi di infiltrazione mafiosa. Allo stato quindi nulla risulta a carico della nostra società. Da stigmatizzare invece il deprecabile comportamento del Comune di Ricadi che, in spregio alle vigenti normative in materia, non ha oscurato i dati idonei all’identificazione della Società. Con ciò rendendo pubblico un procedimento che, per legge, dovrebbe tutelare gli interessati fino all’esito della vicenda. Siamo sconcertati, sofferenti ma non scoraggiati. Crediamo nella buona giustizia ma diffidiamo del giustizialismo che, da un pò di tempo, viene utilizzato come inutile e dannosa arma di contrasto ai mali della nostra amata terra.  Grazie. Vincenzo Renda, socio e direttore tecnico della Genco srl”. 

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