Strada del mare, in campo l’Udicon: «Istituzioni diano risposte certe»

Il presidente regionale dell’associazione per la tutela dei consumatori interviene sulla questione della provinciale n. 23 chiusa al traffico da ormai oltre un anno a causa della caduta di alcuni massi 

Il presidente regionale dell’associazione per la tutela dei consumatori interviene sulla questione della provinciale n. 23 chiusa al traffico da ormai oltre un anno a causa della caduta di alcuni massi 

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«È trascorso più di un anno, era esattamente il 9 novembre del 2017, da quando la strada provinciale n. 23 è stata chiusa al traffico per la caduta di alcuni massi sulla carreggiata stradale nel tratto Joppolo-Coccorino in provincia di Vibo Valentia. Chiederemo alle istituzioni competenti di conoscere lo stato della progettazione ed i tempi di realizzazione dei lavori necessari per la messa in sicurezza del costone sovrastante al tratto della strada provinciale interessato ed i tempi occorrenti per la riapertura del tratto di strada». A affermarlo in una nota è il presidente regionale dell’Unione per la difesa dei consumatori (Udicon) della Calabria, Peppino Ruberto. «Quando si parla di strade chiuse al traffico – prosegue -, spesso e volentieri si parla di Calabria. In questo caso particolare al centro della notizia c’è la provincia di Vibo Valentia e la Provinciale 23, chiusa per la caduta di alcuni massi sulla carreggiata. Le Istituzioni dovranno dare risposte celeri ai cittadini, in merito alla situazione presente, oltre che su quella futura. In questo lungo periodo di tempo nonostante le tante promesse di intervento e le innumerevoli verifiche effettuate da parte dei responsabili tecnici degli enti interessati, è sotto gli occhi di tutti che nessun tipo di intervento è stato predisposto e messo in atto. Oltre ai gravi disagi che stanno vivendo i cittadini delle zone interessate – continua Ruberto – il grande valore turistico del litorale rappresentato dai comuni di Nicotera, Joppolo, Spilinga, Ricadi e Tropea dovrebbe essere da stimolo per l’immediata risoluzione del problema oltre a garantire il diritto alla mobilità dei cittadini. Il ministero delle Infrastrutture – conclude Ruberto – deve dare risposte certe ai cittadini».

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