Sequestro di persona e pestaggio a Vibo: lasciano il carcere due dei fratelli Lo Bianco

Passano agli arresti domiciliari in attenuazione delle esigenze cautelari. Sono accusati di aver rinchiuso in due magazzini e massacrato di botte la compagna di Luca Lo Bianco

Passano agli arresti domiciliari in attenuazione delle esigenze cautelari. Sono accusati di aver rinchiuso in due magazzini e massacrato di botte la compagna di Luca Lo Bianco

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Passano agli arresti domiciliari Antonio e Salvatore Lo Bianco, di 41 e 37 anni, entrambi di Vibo Valentia arrestati il 2 ottobre scorso insieme al fratello Luca Lo Bianco, 47 anni, con l’accusa di sequestro di persona, detenzione illegale di una pistola e lesioni aggravate. Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Pia Sordetti, ha infatti accolto una richiesta dell’avvocato Michelangelo Miceli per l’attenuazione della misura cautelare a carico dei due fratelli che hanno così lasciato il carcere (Antonio Lo Bianco era detenuto a Vibo, Salvatore Lo Bianco a Bologna). Ad Antonio Lo Bianco viene contestato pure il reato di minaccia aggravata. Vittima dei tre fratelli Lo Bianco, secondo l’accusa, la 40enne di Pernocari (frazione di Rombiolo) Vanessa Currà, compagna di Leoluca, detto Luca, Lo Bianco. La donna, ad avviso degli inquirenti, sarebbe stata legata, immobilizzata, imbavagliata e caricata su un furgone dai tre Lo Bianco e quindi condotta in un loro magazzino di Ionadi. 
Qui sarebbe stata brutalmente pestata, legata ad un macchinario per la tosatura delle nocciole, aggredita con calci, pugni e bastonate e minacciata di morte con una pistola. Poi sarebbe stata ricaricata sul furgone e trasferita in un altro magazzino a Briatico e qui legata ad una scaffalatura in metallo per essere di nuovo massacrata di botte e lasciata legata sino al giorno successivo. Solo la denuncia ai carabinieri da parte del figlio maggiore della donna (avuto da un’altra relazione) ha portato al ritrovamento di Vanessa Currà. I dissapori fra Leoluca Lo Bianco e la donna sarebbero nati in particolare dalla contrarietà della famiglia Lo Bianco a far vivere in casa loro i due figli che la donna aveva avuto da altre relazioni. E’ stato quindi il primo figlio della donna a sporgere denuncia ai carabinieri per la scomparsa della madre. Da qui l’avvio delle indagini, le contraddizioni in cui sarebbe caduto Leoluca Lo Bianco ed i riscontri effettuati dai carabinieri. LEGGI ANCHE: Legata ad una canna fumaria e pestata per ore, i particolari shock del sequestro a Vibo – Video

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