Interdittiva antimafia sospesa per cooperativa di Mileto che si occupa di migranti

Il Tar accoglie l’istanza di tutela cautelare, mentre il Tribunale ordinario ammette la cooperativa al controllo giudiziario

Il Tar accoglie l’istanza di tutela cautelare, mentre il Tribunale ordinario ammette la cooperativa al controllo giudiziario

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Accolta dalla prima sezione del Tar di Catanzaro la richiesta di sospensiva dell’interdittiva antimafia adottata dalla Prefettura di Vibo Valentia nei confronti della cooperativa “Cooperazione Sud per l’Europa” con sede a Mileto, che gestisce alcuni centri di accoglienza per minori stranieri non accompagnati. Associazione che vede quali soci Giuseppe Cosmano, Francesco Sergi, Gaetano Gabriele, Sofia Casuscelli, Francesco Ciccone, Giuseppe Ciccone, Giuseppe Napoli, Antonio Cirianni, Antonio Russo e Nicola Pititto. Sospesi anche i conseguenti provvedimenti di revoca presi dal Comune di Vibo e riguardanti i contratti Sprar con avvio del procedimento di sgombero di alcune famiglie e l’incarico relativo al progetto Home Care Premium 2017. La cooperativa aveva contestato i presupposti del provvedimento interdittivo soprattutto in ordine alle frequentazioni dei propri soci con persone censite penalmente, oltre ai rapporti con imprese fornitrici sospette. Per i giudici amministrativi, ad una prima cognizione sommaria propria della fase cautelare, dalla relazione della Guardia di Finanza è emerso che i rapporti della cooperativa con imprese fornitrici “sospette” assurgono per ciascuno degli anni del triennio 2015-2017 ad una percentuale inferiore all’1% del totale dei propri acquisti, il cui volume d’affari e fatturato nell’ultimo anno ha raggiunto i quattro milioni di euro. Le frequentazioni di alcuni soci per il Tar sono inoltre irrilevanti poiché gli stessi hanno cessato da tempo (da un anno e tre mesi in un caso, da sei mesi nel secondo caso) le cariche sociali in periodo antecedente l’interdizione. Per quanto riguarda invece il presidente della cooperativa, Giuseppe Cosmano, i giudici amministrativi spiegano che per lui “risulta un solo episodio di frequentazione con soggetto con un solo precedente di polizia per furto aggravato, contraffazione e danneggiamento e come tale non significativo”. Per altro socio della cooperativa, invece, la cessazione della carica sociale fa diventare irrilevante la posizione del padre dello stesso “che comunque non ha precedenti e non risulta convivente con il figlio”. Per tali motivi, il Tar ha sospeso l’interdittiva antimafia fissando l’udienza di merito per il 5 giugno 2019. La cooperativa è assistita dall’avvocato Mariarosaria Orlando, mentre Ministero della Giustizia e Prefettura di Vibo sono difese dall’Avvocatura dello Stato. Da sottolineare, inoltre, che la cooperativa “Cooperazione Sud per l’Europa” è stata ammessa dal Tribunale ordinario di Catanzaro al controllo giudiziario in accoglimento di un’apposita istanza in tal senso avanzata dalla stessa cooperativa. Ripristinato, dunque, il regolare svolgimento delle attività – sia pur sotto il controllo dell’autorità giudiziaria – al fine di evitare ricadute negative sul piano occupazionale e sui fruitori di servizi resi dalla stessa associazione la quale, tra l’altro, fornisce prestazioni assistenziali in ambito sanitario e nel settore dell’accoglienza ai profughi. Il Tribunale in tale caso ha spiegato nella sua decisione che “i rapporti di parentela indicati nel provvedimento prefettizio non appaiono di rilevanza tale da giustificare un concreto ed elevato rischio di contaminazione mafiosa”.    LEGGI ANCHE: Controllo giudiziario per ditta vibonese colpita da interdittiva antimafia

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