Delitto Penna, Bartolotta condannato a 24 anni di carcere

Sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro a carico del 39enne ritenuto il responsabile dell’uccisione dell’assicuratore di Stefanaconi il cui corpo non è stato mai trovato.

Sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro a carico del 39enne ritenuto il responsabile dell’uccisione dell’assicuratore di Stefanaconi il cui corpo non è stato mai trovato.

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La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro ha inflitto una condanna a 24 anni di reclusione nei confronti di Antonio Emilio Bartolotta, 39 anni di Stefanaconi, ritenuto il responsabile dell’omicidio del trentenne assicuratore e segretario cittadino dell’Udc Michele Penna, inghiottito dalla lupara bianca il 19 ottobre 2007 e il cui corpo, da allora, non è più stato ritrovato.

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L’imputato, in primo grado, era stato condannato a 25 anni di reclusione prima che l’annullamento con rinvio in Cassazione rendesse necessario un nuovo processo. Nel frattempo Bartolotta era stato arrestato nell’ambito dell’operazione “Amarcord” con l’accusa di essere il mandante di un altro omicidio, quello di Antonino Lopreiato, detto “Ninu u murizìu”.

Tuttavia alcuni capi d’imputazione nell’ambito del caso Penna sono caduti in prescrizione (nel dettaglio l’occultamento di cadavere e la simulazione di reato) comportando l’abbassamento della pena inflitta oggi dalla Corte d’Assise. Il procuratore Maria Alessandra Ruberto aveva peraltro chiesto una pena, leggermente superiore, a 24 anni e 8 mesi di carcere. Nel parallelo filone processuale, per la morte di Penna, la Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni già inflitta in Appello ad Andrea Foti, imputato per concorso nell’omicidio dell’assicuratore.