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Maestrale: le “manovre” per far vincere un concorso all’ex presidente della Provincia Niglia

Il già sindaco di Briatico finisce agli arresti domiciliari con l’accusa di truffa aggravata dalle finalità mafiose. Ecco le contestazioni e i motivi per i quali il gip ritiene raggiunta la gravità indiziaria

Maestrale: le “manovre” per far vincere un concorso all’ex presidente della Provincia Niglia
Il Comune di Cessaniti e nei riquadri il procuratore Nicola Gratteri e l'ex sindaco di Briatico e già presidente della Provincia di Vibo Andrea Niglia
Andrea Niglia
L’ex presidente della Provincia Andrea Niglia

E’ la contestazione per un concorso pubblico a far finire nei guai l’ex presidente della Provincia di Vibo Valentia, nonché ex sindaco di Briatico, Andrea Niglia. Gli viene in particolare contestato il reato di truffa con l’aggravante delle finalità mafiose e per tale ipotesi di reato il gip distrettuale l’ha posto agli arresti domiciliari.  In tale vicenda è indagato pure Filippo Mazzeo (cl ’53), di Pannaconi di Cessaniti, responsabile del servizio amministrativo del Comune di Cessaniti sino al gennaio 2019. La Dda di Catanzaro contesta a Mazzeo di aver consegnato a Niglia una copia dei quiz della prova selettiva ed anche le domande delle due prove scritte. Il concorso è quello per un posto di istruttore direttivo dei Servizi demografici. Sono le intercettazioni a fare luce sulla vicenda, con Mazzeo che parla esplicitamente di aver passato i compiti ad Andrea Niglia. Tale condotta avrebbe indotto in errore la commissione esaminatrice del concorso pubblico indetto dal Comune di Cessaniti e poi il Comune di Zungri che ha attinto da tale graduatoria assumendo Andrea Niglia nel proprio ufficio anagrafe. Da qui anche la contestazione dell’ingiusto profitto per il candidato Niglia che avrebbe cagionato un danno con il dispendio di risorse pubbliche. Per Filippo Mazzeo pure l’aggravante della violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione nel Comune di Cessaniti e l’aggravante mafiosa poiché Andrea Niglia viene indicato come “soggetto di fiducia della criminalità organizzata da asservire alle proprie necessità”. Ad avviso del gip, dall’attività investigativa svolta è emerso in particolare che “il programma iniziale dei sodali era quello di far rientrare Andrea Niglia, ex sindaco di Briatico, come dirigente presso il Comune di Briatico. Tuttavia, a seguito della sentenza di condanna emessa nell’ambito del processo Costa Pulita – evidenzia il gip – che riconosceva la responsabilità penale del Niglia in ordine alla compromissione del Comune di Briatico, nonché riconosciuta la sua contiguità alla medesima struttura criminale, appariva preferibile posizionare Niglia in una posizione defilata ma comunque di interesse presso il Comune di Zungri”. Da ricordare che Andrea Niglia nel processo nato dall’operazione Costa Pulita è stato condannato in primo grado a 2 anni per corruzione elettorale aggravata dalle finalità mafiose al termine di un giudizio celebrato con rito abbreviato che gli è valso uno sconto di pena pari ad un terzo. La Corte d’Appello di Catanzaro il 9 maggio scorso ha invece dichiarato il reato prescritto. L’amministrazione comunale di Briatico guidata dall’allora sindaco Andrea Niglia è stata invece sciolta per infiltrazioni mafiose nel 2018. Alla luce di tutto quanto sin qui esaminato – scrive ora il gip distrettuale – appare integrata la gravità indiziaria del delitto in esame”, cioè la truffa aggravata contestata ad Andrea Niglia, dovendosi ritenere “sussistenti tutti gli elementi costitutivi del delitto in esame, ossia la commissione di artifizi e raggiri, costituiti dall’anticipazione dei contenuti delle prove, idonei ad indurre in errore la commissione esaminatrice in ordine all’idoneità del candidato Niglia allo svolgimento di quella determinata mansione, con ingiusto profitto per Niglia, il quale effettivamente veniva assunto, e altrui danno costituito dall’inutile dispendio delle risorse investite per l’espletamento della selezione pubblica”.

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