martedì,Aprile 16 2024

Imprenditore morto all’ospedale di Vibo, l’associazione Codici: «Troppe ombre»

L’ente ha presentato un esposto in Procura: «La ricostruzione delle cure fornite al paziente suscita più di qualche perplessità»

Imprenditore morto all’ospedale di Vibo, l’associazione Codici: «Troppe ombre»
L'ingresso del Pronto soccorso dell'ospedale di Vibo

«Un racconto agghiacciante tra presunte inefficienze e scarsa umanità». È quello che emerge dall’intervista rilasciata dalla moglie di Giuseppe Giuliano, storico imprenditore vibonese deceduto all’età di 77 anni giovedì scorso presso l’ospedale di Vibo Valentia. «Una morte su cui incombe lo spettro della malasanità, stando alla denuncia dei parenti, a cui l’associazione Codici ha deciso di dare seguito con un esposto in Procura». «La ricostruzione delle cure fornite al paziente suscita più di qualche perplessità – afferma Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici – e per questo riteniamo doveroso da parte della magistratura effettuare tutte le verifiche del caso». Stando a quanto raccontato dalla moglie della vittima, l’uomo aveva iniziato a lamentare dei fastidi nella mattinata di giovedì mattina. Dolori sempre più forti ad una gamba, gonfia ed arrossata.

Chiamata l’ambulanza, «alla comunicazione di un’attesa di oltre due ore per l’arrivo del mezzo, i parenti decidono di portarlo in auto al Pronto soccorso di Vibo Valentia, dove giunge nel primo pomeriggio con febbre e problemi respiratori». L’uomo viene collocato su una barella, vengono predisposti una flebo ed un tampone anti-Covid: «La moglie chiede inutilmente agli operatori di verificare quella gamba così gonfia e rossa, perché è evidente che qualcosa non va. La situazione non migliora ed alla sofferenza dell’uomo, si aggiungono la preoccupazione e l’ansia crescenti dei parenti, che attendono inutilmente notizie. Una comunicazione arriva intorno alle 19, ma è tragica: un medico informa la famiglia dell’avvenuto decesso». «Quello che raccontano i parenti – osserva Giacomelli – non è certamente un comportamento umano da parte del personale. Poche notizie, poca chiarezza, un’assistenza che sinceramente lascia senza parole. Crediamo che anche questo sia un aspetto da approfondire, oltre a quello principale della gestione del paziente, che presenta diverse ombre. Sono state fornite le cure adeguate? Perché è stato lasciato al Pronto Soccorso per ore? Si parla di una Tac attesa invano, perché? Sono solo alcuni dei punti che la Procura dovrà chiarire».

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