Elicottero in piazza, sindacati di polizia e associazioni: «Alfano venga a Nicotera»

Mentre il fascicolo d’indagine è stato trasmesso alla Dda, Coisp, Sap, ConDivisa, AmmazzatecciTutti e Sostenitori delle Forze dell’ordine si appellano al ministro: «In quel largo adesso atterri lo Stato»

Mentre il fascicolo d’indagine è stato trasmesso alla Dda, Coisp, Sap, ConDivisa, AmmazzatecciTutti e Sostenitori delle Forze dell’ordine si appellano al ministro: «In quel largo adesso atterri lo Stato»

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L'elicottero in piazza a Nicotera

Si torna al parlare dell’elicottero atterrato in piazza a Nicotera in occasione del matrimonio di Antonio Gallone, giovane del luogo con precedenti di polizia, e delle conseguenze giudiziarie che sono scaturite da quell’entrata ad effetto in largo Roberto il Guiscardo. A farlo sono i segretari regionali dei sindacati autonomi di Polizia Coisp e Sap, Giuseppe Brugnano e Michele Granatiero, e i presidenti delle associazioni “ConDivisa”, Lia Staropoli, “AmmazzateciTutti”, Aldo Pecora, e “Sostenitori delle Forze dell’Ordine” Massimo Martini.

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«La notizia del velivolo ha fatto il giro del mondo – scrivono in una nota congiunta -, insieme alle dichiarazioni del tutto inappropriate del sindaco della cittadina che, anziché prendere nettamente le distanze dalla vicenda, ha detto in un’intervista televisiva che “I Mancuso hanno cose ben più importanti da fare anziché organizzare matrimoni in elicottero…”. Adesso che questa incredibile e vergognosa vicenda è all’attenzione della Dda di Catanzaro – aggiungono -, e quindi è fortemente indiziata di essere “atto afferente l’ambito mafioso”, chiediamo ai magistrati antimafia di cogliere questa occasione non solo per perseguire eventuali reati mafiosi, ma anche di penetrare con le indagini nel diffuso fenomeno della pervasività mafiosa e nei suoi condizionamenti non solo nelle istituzioni democratiche, ma anche nella cosiddetta “società civile” fino alle associazioni antimafia operanti nel territorio, al fine di far luce, una volta per tutte, non solo sui criminali mafiosi, ma anche sulla “zona grigia” dalla quale traggono legittimazione e persino consenso».

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Per gli estensori del comunicato «È ormai giunto il momento in cui lo Stato deve pretendere da ogni cittadino, da ogni associazione del territorio, di dichiarare apertamente da che parte hanno deciso di stare, se con lo Stato o con l’Antistato, se con la legalità o con la ‘ndrangheta, senza ipocrisie e senza ammiccamenti. Per questo chiediamo ai magistrati della Dda di Catanzaro di indagare a 360 gradi, senza dare nulla per scontato, e che acquisisca anche le diverse dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa in questi giorni, ma anche nei mesi e anni precedenti, da rappresentanti istituzionali e dell’associazionismo locale in occasione di episodi simili a questo».

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Per Brugnano, Granatiero, Staropoli, Pecora e Martini «deve essere lo Stato ad atterrare clamorosamente sulla piazza di Nicotera, paese ormai simbolo e paradigma di una Calabria che deve tagliare, una volta per tutte, il nodo gordiano dei legami palesi ed occulti che collega la ‘ndrangheta alla società civile. Per suggellare plasticamente questa svolta epocale, che deve vedere l’affrancamento pubblico dei calabresi onesti dalla mafia, chiediamo quindi ufficialmente al ministro dell’Interno Angelino Alfano di venire a Nicotera, insieme ai rappresentanti delle Forze dell’ordine, della magistratura e di tutti i calabresi onesti, dove ognuno dovrà avere il coraggio di ‘metterci la faccia’ per pronunciare senza paura, per la parte di competenza, il totale disprezzo e ripudio della mafia».

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