martedì,Aprile 16 2024

Pensionata truffata nel Vibonese: il comandante dei carabinieri spiega come difendersi – Video

Dopo il caso della donna di Rombiolo, interviene il colonnello Luca Toti che si rivolge alla popolazione fragile: «Al minimo dubbio chiamate il 112»

Pensionata truffata nel Vibonese: il comandante dei carabinieri spiega come difendersi – Video
il comandante provinciale dell’arma dei carabinieri di Vibo Valentia, il colonnello Luca Toti

La truffa ai danni di una pensionata di Rombiolo, alla quale con l’inganno le sono stati sottratti 2mila euro, non è un caso isolato. Convinta di aiutare la figlia che tramite WhatsApp le comunicava di avere smarrito il telefonino e quindi necessitava di contanti, la 68enne si è recata in una tabaccheria di Mesiano ed ha effettuato due ricariche da mille euro ciascuna. È successo pochi giorni fa. «Non è purtroppo un caso isolato. Sono sempre più le segnalazioni di truffe che giungono ai carabinieri», conferma ai microfoni di Lacnews24 il comandante provinciale di Vibo Valentia, il colonnello Luca Toti che aggiunge: «È un fenomeno che va a colpire le vittime vulnerabili come gli anziani. Spesso i malfattori fingono di essere sedicenti avvocati o addirittura carabinieri. Questi soggetti senza scrupoli vanno a carpire la loro buona fede e la loro voglia di aiutare i familiari».
Ma come evitare di finire nella rete dei truffatori? «La prima cosa – avverte il comandante – è chiamare il 112, attivo h24. Risponderà un addetto della centrale operativa al quale si potrà tranquillamente confidare quello che è successo. Un altro consiglio – suggerisce il colonnello Toti – è quello di non prelevare soldi dall’ufficio postale o dalla banca senza prima avere informato i carabinieri o i propri familiari. È inoltre importante fare delle telefonate di riscontro ai propri figli o nipoti. 
Per evitare questi nuovi raggiri, il comando provinciale di Vibo Valentia ha avviato una serie di incontri per informare la popolazione su come riconoscerli e difendersi. Si tratta di iniziative di rassicurazione sociale, che tendono a consolidare il tradizionale rapporto di vicinanza dell’Arma ai cittadini, con particolare riguardo nei confronti di quanti si trovano all’interno delle fasce più deboli e indifese della popolazione.

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