martedì,Aprile 16 2024

La merce trafugata dai container a Gioia Tauro utilizzata con il logo di un centro sportivo di Limbadi

Oltre all’accusa di aver consentito l’uscita dal porto di ingentissimi quantitativi di cocaina, a Mario Solano - in servizio all’ufficio antifrode - viene contestato il reato di peculato

La merce trafugata dai container a Gioia Tauro utilizzata con il logo di un centro sportivo di Limbadi
Il Centro sportivo a Limbadi e nel riquadro Mario Solano

Viene contestato anche il reato di peculato a Mario Solano, originario di Nicotera ma residente a Limbadi, in servizio all’ufficio antifrode, fino al 2021 addetto al “controllo scanner” e successivamente alla “visita merci” ed arrestato oggi nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Reggio Calabria sul narcotraffico che passava dal porto di Gioia Tauro. In particolare, secondo l’accusa, in tempi diversi e quale pubblico ufficiale, nonché funzionario doganale in servizio presso l’Adm di Gioia Tauro e addetto alle visite merci dei container in transito presso lo scalo portuale di Gioia Tauro, si sarebbe impossessato di numerosi beni (di proprietà di differenti aziende) di cui aveva la disponibilità in ragione del proprio servizio, in quanto contenute all’interno dei container da sottoporre a visita. In particolare si sarebbe appropriato di penne, matite, calamite e gadget vari, sui quali “faceva apporre la denominazione del Centro Sportivo in costruzione di cui era presidente, al fine di un successivo utilizzo, oltre a vari indumenti marca Ralph Lauren e Renato Balestra. Il Centro Sportivo “Solano Marchese Pierre De Coubertin” si trova a Limbadi. E’ l’attività intercettiva realizzata il 16 marzo 2022 a scoperchiare la vicenda. Mario Solano si sarebbe infatti recato in “una tipografia e, riferendosi espressamente al “controllo di souvenir” che aveva appena fatto e ad una serie di beni (penne, matite, portachiavi) menzionati nell’intercettazione di quella mattina, faceva visionare al responsabile i campioni della merce trafugata, commissionandogliene la lavorazione che, per come emerge dalle Intercettazioni, aveva ad oggetto la stampa del logo del centro sportivo, con la scritta “Centro sportivo Solano”. Per i magistrati siha quindi contezza che Mario Solano, impossessatosi di un numero non certo esiguo di beni trafugati dai contenitori oggetto di controllo doganale avesse deciso di “appropriarsene per propri scopi personali e che si era trattato di una condotta non certo isolata del Solano, atteso che lo stesso si dimostrava capace di disporre di un numero illimitato di gadget del genere, stante l’attività a cui era preposto e che aveva piegato per soddisfare le proprie esigenze personali quanto illecite”. Da ricordare che il Centro sportivo “Solano – Marchese Pierre de Coubertin” ha preso vita a Limbadi nel marzo dello scorso anno ed è stato poi inaugurato nel mese di agosto.

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