Nessuna diffamazione ai danni di Emanuele Mancuso

Il gip archivia a Vibo per Brugnano e Staropoli e ritiene invece diffamatorio il gruppo facebook fondato dal rampollo dell’omonimo clan
Il gip archivia a Vibo per Brugnano e Staropoli e ritiene invece diffamatorio il gruppo facebook fondato dal rampollo dell’omonimo clan
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Antonio Erminio Di Matteo
Il giudice Antonio Di Matteo

Archiviato dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Antonio Di Matteo, il procedimento penale per diffamazione aggravata nei confronti di Giuseppe Brugnano, segretario nazionale della Federazione sindacale di polizia (in servizio alla Digos di Catanzaro), e Lia Staropoli, presidente dell’associazione “ConDivisa”. A querelarli era stato Emanuele Mancuso, rampollo dell’omonimo clan di Nicotera e Limbadi, figlio del boss Pantaleone Mancuso, detto “l’Ingegnere”, dal giugno dello scorso anno divenuto collaboratore di giustizia.

La vicenda nasce dalla chiusura di un gruppo facebook fondato dallo stesso Emanuele Mancuso e che vedeva fra gli amministratori Carmine Cocciolo, condannato il 31 marzo del 2016 in Cassazione a 3 anni e 4 mesi per estorsione. All’atto della chiusura del gruppo, Giuseppe Brugnano e Lia Staropoli si sono complimentati con la polizia postale, mentre in realtà la chiusura sarebbe avvenuta per volontà dello stesso amministratore del gruppo Carmine Cocciolo. “L’erroneità della notizia – scrive il gip – è costituita dal non corretta individuazione del soggetto che ha provveduto alla chiusura del gruppo facebook. Tale circostanza non appare tuttavia idonea a determinare offesa al decoro o alla reputazione della persona offesa”, cioè di Emanuele Mancuso,e “l’unico elemento diffamatorio ravvisabile nel caso di specie – sottolinea il giudice – è quello che gli aderenti al gruppo predetto hanno deciso di autoinfliggersi, denominando il gruppo stesso Al di sopra della legge – intoccabili autorizzati a delinquere”. Da qui l’archiviazione del procedimento penale per insussistenza dei presupposti per sostenere l’accusa in giudizio. Anche l’ufficio di Procura aveva chiesto per Giuseppe Brugnano e Lia Staropoli (assistiti dall’avvocato Silvana Curcio) l’archiviazione alla quale si era opposto Emanuele Mancuso. [Continua dopo la pubblicità]

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Da ricordare che nell’ottobre del 2018 uno degli aderenti a tale gruppo facebook, specializzato negli insulti alle forze dell’ordine ed ai giornalistiAlex Cocciolo, cugino dell’amministratore Carmine Cocciolo – si era candidato alle elezioni comunali  con lista “Rinascita nicoterese”, guidata dal candidato sindaco di Nicotera Pino Marasco. La scoperta dell’adesione al gruppo facebook da parte del candidato Alex Cocciolo aveva portato i rappresentanti della lista “Rinascita nicoterese” (unica formazione politica in competizione) a prendere le distanze da tale candidato che all’epoca era già in campagna elettorale a sostegno dell’allora primo cittadino. Alle elezioni comunali dell’ottobre 2018 non si era poi raggiunto il quorum dei votanti per rendere valido il turno elettorale (si usciva dal terzo commissariamento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi dell’ente). Giuseppe Marasco è poi divenuto sindaco il 27 maggio scorso nel nuovo turno elettorale.

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