Alla scoperta della fattoria “Junceum”: un’oasi d’umanità nel cuore di Vibo Valentia (VIDEO)

A pochi passi dal centro cittadino, un fazzoletto di terra ospita lo spazio didattico e sociale gestito dall’associazione di volontariato “La goccia”. Un luogo d’inclusione e di crescita personale in cui si vive e si lavora a stretto contatto con la natura

A pochi passi dal centro cittadino, un fazzoletto di terra ospita lo spazio didattico e sociale gestito dall’associazione di volontariato “La goccia”. Un luogo d’inclusione e di crescita personale in cui si vive e si lavora a stretto contatto con la natura

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Alla fattoria sociale Junceum, ai margini del conglomerato urbano del quartiere Cancello rosso di Vibo Valentia, è tempo di mettere a dimora le piantine che popoleranno l’orto invernale. Compito cui sono demandati diversi ragazzi, migranti minori non accompagnati soprattutto. Come Joseph, 17enne nigeriano che e nel, suo viaggio verso una vita migliore, ha trovato in questo lembo di Calabria, un’oasi di serenità e integrazione.

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Nel fazzoletto di terra della fattoria didattica che da 5 anni è divenuto il centro operativo dell’associazione “La goccia”, trovano così una “casa” tanti ragazzi come lui, ma anche persone con disabilità e chi deve scontare pene alternative al carcere. Uno spazio inclusivo reso ancor più vivo dai tanti volontari che vi prestano servizio. Come Stefano, Roberta, Gennaro e tanti altri che frequentano con cadenza giornaliera quest’angolo di paradiso.

Attività no-profit, quella dell’associazione “La goccia”, guidata dal presidente Michele Napolitano, che trova in un rapporto armonioso con la natura e con i tanti animali che vivono nella fattoria la sua dimensione più autentica. Asini, maiali neri, caprini e ovini, polli e conigli, e perfino un furetto, chiamati con nomi propri di persona e coccolati come se fossero membri della stessa famiglia.

E la fattoria assomiglia molto ad uno spazio familiare che si apre anche alla città con frequenti iniziative culturali e visite didattiche rivolte alle scolaresche di ogni grado. Qui, tra orto-terapia, pet-therapy, attività didattiche e progetti culturali prende forma un luogo vivo che per qualcuno è servito anche a scacciare i fantasmi del passato. Un bene comune, dunque, uno scrigno di umanità nel caos della quotidianità, che merita attenzione.