domenica,Settembre 26 2021

‘Ndrangheta: operazione Talitha Kumi, due condanne a Vibo

Assoluzione per una terza posizione. Gli imputati di Sant’Onofrio accusati di aver tagliato mille ulivi dopo il rifiuto di una cooperativa a cedere gratis l’olio. Domenico Bonavota è latitante

‘Ndrangheta: operazione Talitha Kumi, due condanne a Vibo
Domenico Bonavota

Due condanne ed un’assoluzione. Questo il verdetto del Tribunale collegiale di Vibo Valentia nel processo nato dall’operazione antimafia denominata “Talitha Kumi”, dal nome di una cooperativa agricola Talità Kum, con sede a Stefanaconi, presa di mira dai clan.
Condannato a 8 anni Domenico Bonavota, 41 anni, ritenuto a capo dell’omonimo clan di Sant’Onofrio ed attualmente latitante (assolto da un’estorsione, il pm aveva chiesto 10 anni), mentre 7 anni e 3 mesi di reclusione è la condanna per Giuseppe Barbieri, di 46 anni, pure lui di Sant’Onofrio (il pm aveva chiesto 8 anni e 9 mesi). Assolto perché il fatto non sussiste Domenico Cugliari, 60 anni, detto “Micu i Mela”, zio di Bonavota (il pm aveva chiesto 8 anni e 9 mesi). [Continua]

Giuseppe Barbieri

Estorsioni e danneggiamenti, aggravati dal metodo mafioso, le contestazioni mosse agli imputati, accusati di aver tagliato nel 2011 mille alberi di ulivo di proprietà di un socio della cooperativa dinanzi al suo rifiuto di cedere gratis al clan Bonavota 500 litri di olio all’anno. Il socio della cooperativa, Pietro Lopreiato, sarebbe stato poi costretto a cedere un terreno al clan. Della cooperativa, oltre a Pietro Lopreiato, principale vittima delle pretese dei clan, facevano parte anche due sacerdoti: don Salvatore Santaguida, già parroco di Stefanaconi, e don Domenico Muscari, parroco di Paravati ed all’epoca dei fatti di San Nicola da Crissa. La cooperativa aveva fra le altre finalità anche la gestione dei terreni confiscati alla mafia ed era nata con un progetto finanziato dalla Cei per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel meridione. L’accusa era rappresentata dal pm della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci.

Domenico Cugliari

Domenico Cugliari era difeso dagli avvocati Francesco Muzzopappa e Michelangelo Miceli; Domenico Bonavota dagli avvocati Vincenzo Gennaro e Nicola Cantafora; Giuseppe Barbieri dagli avvocati Sergio Rotundo e Salvatore Staiano. Il Collegio erapresieduto dal giudice Chiara Sapia, con a latere i giudici Claudia Caputo e Giorgia Ricotti.

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