Provincia Vibo: prosegue il processo sui fondi ai gruppi consiliari

Peculato e falso ideologico i reati contestati. In aula uno degli investigatori della Guardia di finanza che ha condotto le indagini

Peculato e falso ideologico i reati contestati. In aula uno degli investigatori della Guardia di finanza che ha condotto le indagini

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E’ proseguito stamane dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto dal giudice Vincenza Papagno, il processo nei confronti di sette imputati rimasti coinvolti nell’inchiesta sui presunti fondi illegittimi ai gruppi consiliari della Provincia. In particolare, ad essere ascoltato oggi in aula ed a rispondere alle domande del pm e poi degli avvocati Gaetano Scalamogna e Giuseppe Altieri è stato il colonnello della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, Martina, firmatario dell’informativa di reato unitamente al colonnello Di Nunno all’epoca in servizio alla Finanza  di Vibo. Il teste ha riferito su alcuni aspetti tecnici degli accertamenti compiuti indicando i nominativi dei collaboratori che sul campo hanno condotto le indagini. Il Tribunale ha così rinviato il processo al 15 dicembre prossimo per ascoltare, fra gli altri, Michele Di Nunno ed Oscar Oliveri all’epoca dei fatti ufficiali della Guardia di Finanza di Vibo.

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Gli imputati sono: Francesco De Nisi, ex presidente della provincia di Vibo Valentia (in foto)Giuseppe Barilaro, ex presidente del Consiglio provinciale di Vibo ed attuale sindaco di Acquaro; Giuseppe Condello, ex consigliere provinciale ed attuale sindaco di San Nicola da Crissa; Giuseppe Raffele, ex consigliere provinciale, già consigliere comunale a Serra San Bruno e candidato alla presidenza della Provincia nel settembre del 2014 in quota Udc e non eletto; Antonio Vinci, ex dirigente della Provincia di Vibo (in foto in basso)Armanda De Sossi, ex dirigente della Provincia di Vibo; Carlo Brosio, ex consigliere provinciale.

 Peculato e falso ideologico i reati contestati dalla Procura che aveva avanzato una richiesta di rinvio a giudizio già dal luglio 2015. Nei confronti di Raffele, Barilaro, Condello, Brosio e Vinci, la pubblica accusa contesta pure il reato di falso ideologico per aver “falsamente attestato”, secondo l’accusa, la quantificazione nel 2010 di fondi assegnati ai gruppi consiliari per 73 mila euro. Somma di cui tutti gli indagati (e da qui l’accusa di peculato) avrebbero agevolato l’appropriazione da parte degli effettivi beneficiari dei fondi. Impegnati nel collegio di difesa gli avvocati Gaetano Scalamogna, Antonio Porcelli, Domenico Colaci, Giuseppe Di Renzo, Antonio Barilaro e Pino Altieri. La Provincia di Vibo in tale processo figura quale parte lesa.