Revocata la libertà vigilata nei confronti di Pantaleone Pelaia

Si tratta di un soggetto di Limbadi di spicco nell’ambito del narcotraffico, ritenuto vicino al clan Mancuso
Si tratta di un soggetto di Limbadi di spicco nell’ambito del narcotraffico, ritenuto vicino al clan Mancuso
Informazione pubblicitaria
Informazione pubblicitaria
Pantaleone Pelaia

Il magistrato di Sorveglianza di Catanzaro ha revocato la libertà vigilata – per cessata pericolosità sociale – nei confronti di Pantaleone Pelaia, 57 anni, di Limbadi. La decisione è dovuta al fatto che negli ultimi due anni Pantaleone Pelaia, secondo il giudice e le informazioni dei carabinieri, non ha dato adito ad alcun rilievo, mentre per il passato le sue condotte vengono definite “pessime”. E’ difeso dagli avvocati Guido Contestabile, Francesco Schimio e Giuseppe Spinelli.  

Pantaleone Pelaia – ritornato in libertà nel settembre 2018 su decisione del magistrato di sorveglianza di Catanzaro – è stato condannato alla pena definitiva di 10 anni e 8 mesi di reclusione per i reati di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico nell’ambito dell’operazione “Decollo”. Viene ritenuto strettamente collegato al clan Mancuso e con riferimento all’operazione “Decollo” (nella quale è rimasto coinvolto pure Giuseppe Mancuso, alias “Pino Bandera”, fratello di Pantaleone Mancuso, detto “Scarpuni”) era stato tratto in arresto dai carabinieri della Compagnia di Tropea il 22 aprile 2005 dopo un periodo di latitanza di 14 mesi. 

LEGGI ANCHE: Mafia, politica ed elezioni a Limbadi e Briatico: gli atti delle inchieste e i candidati

Informazione pubblicitaria