Rinascita-Scott, previsioni confermate: la Dda ricusa il giudice Macrì

La presidente del Tribunale collegiale di Vibo Valentia ritenuta dalla Procura antimafia di Catanzaro incompatibile per la trattazione del maxiprocesso avendo già emesso una sentenza contro il clan Soriano
La presidente del Tribunale collegiale di Vibo Valentia ritenuta dalla Procura antimafia di Catanzaro incompatibile per la trattazione del maxiprocesso avendo già emesso una sentenza contro il clan Soriano
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La Corte d'Appello di Catanzaro
Il giudice Tiziana Macrì

Come largamente preannunciato da quasi due mesi, la Dda di Catanzaro ha presentato istanza di ricusazione nei confronti del giudice del Tribunale collegiale di Vibo Valentia, Tiziana Macrì, che ha presieduto la prima udienza il 9 novembre scorso di un troncone del processo Rinascita-Scott (che vede imputati gli avvocati Giancarlo Pittelli, Giulio Calabretta, l’imprenditore Mario Lo Riggio e l’ex sindaco di Nicotera Salvatore Rizzo) e che si appresta(va) a presiedere per il 13 gennaio prossimo l’intero maxi-processo con oltre 300 imputati in programma nella nuova aula bunker della Fondazione Terina a Lamezia e sempre dinanzi al Collegio di Vibo Valentia. La ricusazione – che avevamo ampiamente ipotizzato già il 27 ottobre all’indomani della sentenza del Tribunale contro il clan Soriano relativa all’operazione Nemea ma con contestazioni anche di Rinascita-Scott – è stata formalizzata dalla Dda e verrà ora esaminata dal presidente della Corte d’Appello di Catanzaro. A lui spetterà stabilire se il giudice Tiziana Macrì con la sentenza sul clan Soriano non abbia già formulato un’anticipazione di giudizio in merito all’esistenza di una più ampia organizzazione mafiosa dominante sull’intero vibonese e di cui i Soriano costituiscono un’articolazione territoriale organizzata sotto forma di ‘ndrina a Filandari e dintorni. Nella ricusazione presentata dalla Dda di Catanzaro trova poi spazio anche un’intercettazione chiesta dalla Procura antimafia ed autorizzata all’epoca dal giudice Tiziana Macrì nelle funzioni di gip a Catanzaro in ordine all’associazione mafiosa al centro delle indagini di Rinascita-Scott. Circostanze che – ad avviso della Dda di Catanzaro – rendono il giudice Tiziana Macrì incompatibile per legge a poter giudicare gli altri imputati di Rinascita-Scott. La “parola” passa al presidente della Corte d’Appello di Catanzaro.

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