Giustizia in tilt a Vibo Valentia: gravi scoperture di organico e sezione Lavoro al collasso

Nel corso della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, magistrati e avvocati hanno segnalato al ministro Orlando la carenza di giudici. Scopertura del 100% a Lavoro e Previdenza

Nel corso della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario, magistrati e avvocati hanno segnalato al ministro Orlando la carenza di giudici. Scopertura del 100% a Lavoro e Previdenza

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Sono stati accesi i “riflettori” anche sulla situazione della giustizia al Tribunale di Vibo Valentia nel corso della cerimonia odierna di apertura dell’anno giudiziario tenuta in Corte d’Appello a Catanzaro alla presenza del ministro della Giustizia, Andrea Orlando. Sia il presidente della Corte d’Appello, Domenico Introcaso, sia il presidente del Tribunale di Vibo, Alberto Filardo, si sono infatti soffermati a segnalare al ministro le gravi criticità del Tribunale vibonese a causa della mancanza di giudici.

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Anche Giuseppe Altieri, presidente dell’Ordine degli avvocati di Vibo, ha dal canto suo “fotografato” la situazione, con i “numeri della scopertura degli organici dei magistrati – che emergono dal programma di gestione per l’anno 2018 redatto dal presidente del Tribunale di Vibo Valentia – e possono costituire un paradigma ideale per una verifica delle criticità che si riscontrano nell’amministrazione della giustizia”. Numeri più che preoccupanti: 56 % di scopertura nel settore penale, 72% di scopertura  nel settore civile ordinario, 100% di scopertura nel settore Lavoro e Previdenza. 

Occorrono quindi “maggiori  risorse – ha ricordato l’avvocato Altieri – perché si arrivi in tempi rapidi alla verifica giudiziale della responsabilità penale. Nello stesso tempo bisogna che altrettante risorse vengano destinate per dare risposte agli altri settori dell’amministrazione della giustizia.

Se si vogliono ottenere risultati duraturi per l’affermazione del principio di legalità è necessario che, insieme al lavoro impegnativo e difficile assorbito dal settore penale, vi sia anche un altrettanto forte impegno per assicurare adeguate risposte, soprattutto agli strati deboli della popolazione, quali lavoratori o pensionati o ai settori dell’imprenditoria sana che vogliono fare investimenti.

Non si devono trarre conclusioni superficiali o affrettate: il lavoratore licenziato che non ottiene risposte o l’invalido che non riesce ad ottenere il riconoscimento della pensione non andrà immediatamente ad arricchire il serbatoio della manovalanza criminale. Avrà però  una percezione di inefficienza che  alimenterà la sfiducia verso la capacità dello Stato di assicurare ai suoi cittadini la tutela dei diritti.

E così l’imprenditore che non riuscirà ad ottenere il recupero del suo credito preferirà non impegnarsi in ulteriori investimenti e lascerà il campo a coloro che non si fanno troppi problemi a investire denaro di non sempre limpida provenienza. Non è sufficiente lo sforzo comune – ha concluso Altieri – che avvocati e magistrati compiono ogni giorno per assicurare un minimo di efficienza al sistema. Questo non basta se non sarà trovata una soluzione a quel dato numerico la cui forza di eloquenza supera ogni ulteriore parola”.

Situazione senza precedenti, quindi, al Tribunale di Vibo Valentia, impegnato da anni nel settore penale con processi che “girano” a vuoto in attesa della dichiarazione di prescrizione dei reati, mentre nel settore Lavoro e Previdenza, con una scopertura di giudici del 100% , si è ormai toccato il fondo che più fondo non si può. Con buona pace della politica “parolaia” – di destra e di sinistra – che dell’amministrazione della giustizia a Vibo Valentia si è sempre disinteressata e nulla ha fatto affinchè non si arrivasse alla paralisi attuale nel settore Lavoro e Previdenza, indubbiamente il più importante per ogni Tribunale d’Italia. 

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