Un’escalation che preoccupa e che riporta al centro il tema della sicurezza e della tenuta del tessuto economico locale. I colpi di fucile esplosi contro cinque attività produttive tra Vibo Valentia e Ionadi non vengono letti come un episodio isolato, ma come un segnale allarmante che chiama in causa istituzioni, politica e società civile.

Il raid intimidatorio, avvenuto nella zona industriale, ha colpito imprenditori radicati nel territorio, riaccendendo timori già presenti tra chi continua a investire e lavorare nel Vibonese. In questo contesto si moltiplicano le prese di posizione dal mondo politico, istituzionale e delle associazioni, i quali invocano una risposta ferma e coordinata per contrastare ogni forma di pressione criminale e garantire sicurezza e fiducia.

Pitaro e Nesci (Noi Moderati): «Atti vili e inaccettabili»

L’onorevole Vito Pitaro e Maria Rosaria Nesci, rappresentante del gruppo “Noi Moderati” in seno al Consiglio comunale di Vibo Valentia, esprimono la più ferma e convinta condanna per i gravi episodi intimidatori verificatisi ai danni di imprenditori nel territorio compreso tra Vibo Valentia e Ionadi.

I consiglieri di Noi Moderati: «Si tratta di atti vili e inaccettabili che colpiscono non solo le attività direttamente coinvolte, ma l’intero tessuto economico e sociale del territorio, mettendo a rischio il lavoro, gli investimenti e la serenità di intere famiglie.

È fondamentale che le istituzioni facciano sentire con forza la propria presenza, sostenendo concretamente gli imprenditori che operano nel rispetto della legalità e contrastando ogni forma di intimidazione e sopraffazione.

I sottoscritti esprimono quindi piena solidarietà agli imprenditori colpiti, ribadendo la necessità di un’azione sinergica tra istituzioni, forze dell’ordine e società civile, affinché episodi di questo tipo vengano prevenuti e repressi con determinazione. Il nostro territorio non può e non deve piegarsi a logiche criminali. È necessario rafforzare il presidio di legalità e garantire condizioni di sicurezza per chi lavora onestamente e contribuisce allo sviluppo della nostra comunità».

Comito, Corrado e Benedetti (Fi): «Ferma e totale condanna»

Presa di posizione netta da parte di Forza Italia Vibo Valentia dopo i raid intimidatori che hanno colpito diverse attività produttive tra Vibo e Jonadi. I coordinamenti provinciale, cittadino e giovanile del partito, rappresentati rispettivamente da Michele Comito, Carmen Corrado e Danilo Benedetti, esprimono «la più ferma e totale condanna» per quanto accaduto e rivolgono la propria solidarietà agli imprenditori e ai lavoratori coinvolti.

Il messaggio degli esponenti azzurri parte dal significato dell’attacco subito dalle aziende: «Colpire chi lavora, chi investe e chi crea occupazione significa colpire al cuore l’intera comunità vibonese». Da qui la vicinanza a chi ha visto la propria attività finire nel mirino: «Esprimiamo la nostra più sentita solidarietà agli imprenditori coinvolti, uomini e donne coraggiosi che, nonostante le difficoltà, continuano a scommettere sul futuro della nostra terra. Un pensiero particolare va alle loro famiglie, che stanno vivendo un momento di profonda e comprensibile preoccupazione: A loro va il nostro abbraccio e la rassicurazione che non sono soli».

Libera Vivo Valentia: «È escalation criminale, serve una risposta collettiva»

Un colpo al cuore del tessuto economico e civile del territorio, che richiede una risposta immediata e condivisa. Dopo il raid a colpi di fucile contro cinque attività tra Vibo Valentia e Jonadi, il coordinamento provinciale di Libera interviene con una presa di posizione netta, denunciando un clima sempre più allarmante e sollecitando una reazione collettiva da parte della comunità.

«Esprimiamo profondo sdegno e ferma condanna per il brutale raid intimidatorio che, nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, ha colpito cinque attività produttive nella zona industriale tra Vibo Valentia e Jonadi. Colpi di fucile calibro 12 esplosi contro saracinesche e vetrate di aziende storiche del nostro territorio rappresentano un attacco diretto non solo alla libertà d’impresa, ma all’intera comunità sana del Vibonese», afferma il coordinamento provinciale.

Cugliari (Cna Calabria): «Sappiamo da che parte stare, adesso è il momento di dimostrarlo insieme»

Dopo i recenti episodi intimidatori nell’area vibonese, arriva la presa di posizione del presidente della CNA Calabria, Giovanni Cugliari, che affida a una lettera aperta un appello rivolto non solo agli imprenditori ma all’intera comunità. Un invito esplicito a non restare indifferenti e a costruire una risposta collettiva, a partire dalla proposta di un tavolo stabile tra associazioni di categoria.

«Ogni imprenditore colpito non è un fatto isolato, ma un segnale che riguarda tutti noi. Scrivo perché, se anche uno solo viene lasciato solo, perdiamo tutti. Non è solo solidarietà. È una presa di responsabilità». Inizia così la lettera indirizzata dal presidente della Cna Calabria alla società civile. Ha scelto di parlare ai cittadini, imprese, associazioni, giovani Giovanni Cugliari all’indomani del grave atto intimidatorio ai danni dell’imprenditore vibonese Domenico Arena.

«Ad Arena e a tutti gli imprenditori che stanno vivendo questo momento va la nostra vicinanza. A loro va riconosciuto il valore di una scelta: restare in piedi in questa terra, che non è scontato. Significa credere nel lavoro quando sarebbe più facile arrendersi, significa investire quando altri arretrano, significa scegliere la legalità anche quando costa», scrive il presidente.

«A chi guarda questa terra chiedendosi se restare o andare via, voglio dire una cosa chiara: la Calabria ha bisogno di voi. Non domani ma adesso. Ha bisogno della vostra intelligenza, della vostra libertà, del vostro coraggio. Ha bisogno - prosegue Cugliari - di una generazione che non accetti compromessi, che non erediti la paura ma che costruisca un’alternativa. Ma questo può accadere solo a una condizione: non essere soli».

«Accanto al lavoro fondamentale delle istituzioni, al tavolo della sicurezza e all’azione costante delle Prefetture, è necessario riaprire subito un tavolo delle associazioni. Un luogo stabile, operativo, non formale, dove le associazioni di categoria si incontrino, si ascoltino e, soprattutto, agiscano insieme. Un tavolo - sottolinea il presidente Cna Calabria - che crei sinergie reali tra imprese, tra territori, tra visioni».

«Momenti come questi, così come le crisi economiche, le difficoltà di mercato, le trasformazioni globali, non devono dividerci – sottolinea - ma diventare occasione per costruire massa critica. Le associazioni non devono essere solo rappresentanza, ma tornare ad essere punto di partenza per proteggere, accompagnare, dare forza a chi, da solo, rischia di cedere. Chi minaccia è forte quando siamo frammentati ma diventa irrilevante quando diventiamo sistema».

«La Calabria che vogliamo non è un’idea astratta – conclude -, è una scelta quotidiana. Questa lettera è un invito alla presenza attiva, a esserci a parlare, a fare rete, a costruire insieme. Noi sappiamo da che parte stare, adesso è il momento di dimostrarlo insieme».

Associazione Antiracket Vibo: «Colpito il tessuto economico, serve una rete di legalità»

Dopo i gravi episodi intimidatori registrati nei giorni scorsi nel nucleo industriale di Vibo Valentia, interviene anche l’Associazione Antiracket della Provincia di Vibo Valentia, che in una nota ufficiale esprime preoccupazione e condanna, rilanciando l’appello alla denuncia e alla costruzione di una rete di legalità a sostegno degli imprenditori.

«L’Associazione Antiracket della Provincia di Vibo Valentia esprime profonda preoccupazione e ferma condanna per le gravi intimidazioni subite nei giorni scorsi da cinque aziende operanti nel nucleo industriale di Vibo Valentia», afferma l’associazione Antiracket.

«Si tratta di episodi che colpiscono non solo i singoli imprenditori coinvolti, ma l’intero tessuto economico e sociale del territorio, minando la libertà d’impresa e alimentando un clima di insicurezza che non può e non deve essere tollerato», si legge nella nota.

«L’Associazione Antiracket rinnova la propria vicinanza e solidarietà agli imprenditori vittime di tali atti intimidatori, incoraggiandoli a non rimanere soli e a denunciare ogni forma di pressione o minaccia. Solo attraverso la collaborazione con le istituzioni e le forze dell’ordine è possibile contrastare efficacemente ogni tentativo di infiltrazione e controllo criminale dell’economia locale», prosegue l’associazione.

«Rivolgiamo un appello a tutte le realtà produttive affinché si rafforzi una rete di legalità e di mutuo sostegno, capace di respingere con determinazione ogni forma di illegalità», evidenzia ancora.

«L’Associazione continuerà a operare con impegno al fianco degli imprenditori onesti, promuovendo la cultura della denuncia e della legalità come strumenti fondamentali per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio», sottolinea l’Antiracket.

«Confidiamo nell’operato delle autorità competenti affinché venga fatta piena luce su quanto accaduto e siano individuati i responsabili nel più breve tempo possibile», conclude la nota.

Cgil Area Vasta: «Non è più tollerabile, serve una risposta politica immediata»

«Non siamo di fronte a episodi isolati, ma a un clima che rischia di diventare normalità. E questo non possiamo permetterlo», così il segretario generale della Cgil Area Vasta di Catanzaro-Crotone-Vibo, Enzo Scalese, commentando le intimidazioni a 5 aziende vibonesi, che seguono di pochi giorni l’aggressione ai danni di un dirigente comunale. «Colpire un lavoratore pubblico, colpire le imprese, significa colpire il cuore della nostra comunità».

«A chi lavora, a chi ogni giorno tiene in piedi pezzi di questo territorio – prosegue Scalese – deve essere garantita sicurezza, dignità e rispetto. Invece assistiamo a una escalation che genera paura e isolamento. È una deriva pericolosa che chiama in causa la responsabilità della politica e delle istituzioni».

Per la Cgil Area Vasta: «Non bastano più le parole di circostanza – sottolinea Scalese –. Serve una presenza concreta dello Stato, servono azioni forti e coordinate. Il Vibonese non può essere lasciato solo. Qui si gioca una partita decisiva tra legalità e sopraffazione». La Cgil Area Vasta esprime piena solidarietà al dirigente aggredito e alle aziende colpite dal raid, ribadendo la necessità di ricostruire un clima di fiducia e sicurezza per lavoratori e cittadini. «Non possiamo accettare – aggiunge Scalese – che chi lavora debba avere paura. Non possiamo accettare che chi investe venga intimidito. Difendere il lavoro oggi significa difendere la democrazia».

In questo contesto, la Cgil Area Vasta raccoglie e rilancia l’invito del Coordinamento di Libera Vibo Valentia e invita a partecipare alla fiaccolata mariana del 7 maggio, promossa dalla parrocchia di Gesù Salvatore lungo le vie della zona industriale colpita. «Saremo presenti – conclude Scalese – perché in momenti come questi serve una risposta collettiva, visibile, forte. Serve dimostrare che questa comunità non si piega, che la Calabria sana esiste ed è pronta a farsi sentire».

Fdi:«Non arretriamo davanti alla criminalità»

«Il nostro territorio non può e non deve essere ostaggio di dinamiche che minano la serenità dei cittadini e la libertà di chi ogni giorno lavora onestamente. È necessario reagire con determinazione, senza ambiguità, riaffermando con forza i principi della legalità e della sicurezza», il commento del presidente provinciale di Fratelli d’Italia Vibo Valentia, Pasquale La Gamba. A nome del coordinamento provinciale di Fdi, La Gamba esprime solidarietà alle imprese colpite e sottolinea «l’impegno del governo Meloni» che «si è tradotto in azioni concrete di rafforzamento della presenza dello Stato sul territorio. Tra queste, assume particolare rilievo l’istituzione del Commissariato di Polizia di Stato a Tropea, un presidio fondamentale per il controllo e la tutela di un’area strategica della provincia, oltre al potenziamento delle attività operative delle Forze dell’Ordine, che negli ultimi mesi hanno intensificato controlli, indagini e interventi mirati nel territorio vibonese».

«Si tratta di segnali importanti e concreti – aggiunge La Gamba – che dimostrano una chiara volontà politica di non arretrare di fronte alla criminalità e di rafforzare gli strumenti a disposizione dello Stato per garantire sicurezza ai cittadini e alle imprese».

Fratelli d’Italia Vibo Valentia evidenzia come sia fondamentale continuare su questa strada: «Le imprese, i lavoratori e le famiglie hanno diritto a vivere e operare in un contesto sicuro. Non possiamo permettere che paura e intimidazione diventino strumenti di condizionamento», ha aggiunto. «La nostra provincia ha tutte le potenzialità per crescere e affermarsi. Ma questo percorso deve poggiare su basi solide: rispetto delle regole, sicurezza e fiducia nelle istituzioni. È su questi valori che continueremo a lavorare con determinazione», ha concluso il presidente La Gamba.

La condanna di Cisl Magna Grecia

La Cisl Magna Grecia condanna con la massima fermezza i gravi atti intimidatori che hanno colpito la zona industriale tra Vibo Valentia e Jonadi: «Si tratta di episodi di una gravità estrema, che colpiscono non solo singole aziende ma l’intero tessuto economico e sociale del territorio, tentando di minarne la serenità e la libertà di fare impresa». É quanto afferma il segretario generale della Cisl Magna Grecia, Daniele Gualtieri, esprimendo vicinanza alle aziende coinvolte e ai loro lavoratori: «Colpire le attività produttive significa colpire il lavoro, la dignità delle persone e le prospettive di sviluppo di un territorio che ha invece bisogno di crescita, stabilità e fiducia. Questi episodi – prosegue Gualtieri – sono un segnale allarmante che non può essere sottovalutato, e confermano quanto sia ancora necessario un impegno costante e determinato per liberare il territorio da ogni forma di condizionamento criminale e per difendere il sistema produttivo sano che resiste e investe nonostante le difficoltà. Rinnoviamo la nostra piena fiducia nelle Forze dell’Ordine e nella magistratura e apprezziamo in modo particolare la tempestiva reazione della Prefettura e la convocazione del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, che dimostrano attenzione concreta e capacità di risposta immediata dello Stato. È fondamentale che la presenza istituzionale sul territorio sia sempre forte, coordinata e continua. Ci auguriamo che i responsabili di questi gesti vigliacchi vengano individuati al più presto e assicurati alla giustizia». «Desideriamo inoltre esprimere un sentito apprezzamento per la visita del Vescovo, monsignor Attilio Nostro, che ha portato un segno concreto di vicinanza e sostegno agli imprenditori colpiti. Un gesto - continua Gualtieri - che si unisce alla risposta della comunità, che con l’organizzazione della fiaccolata nella zona industriale dimostra la volontà del territorio di reagire con unità, dignità e senso di responsabilità di fronte alla violenza. Solo attraverso questa coesione tra istituzioni, mondo del lavoro, parti sociali e comunità civile si può costruire una risposta efficace e duratura contro ogni forma di criminalità».

Cugliari (CNA Calabria): «Serve una presa di responsabilità»

«Ogni imprenditore colpito non è un fatto isolato, ma un segnale che riguarda tutti noi. Scrivo perché, se anche uno solo viene lasciato solo, perdiamo tutti. Non è solo solidarietà. È una presa di responsabilità». Inizia così la lettera aperta scritta dal presidente della Cna Calabria alla società civile. Ha scelto di parlare ai cittadini, imprese, associazioni, giovani Giovanni Cugliari dopo le intimidazioni nella zona industriale di Vibo. «Ad Arena e a tutti gli imprenditori che stanno vivendo questo momento va la nostra vicinanza. A loro va riconosciuto il valore di una scelta: restare in piedi in questa terra, che non è scontato. Significa credere nel lavoro quando sarebbe più facile arrendersi, significa investire quando altri arretrano, significa scegliere la legalità anche quando costa», scrive il presidente.
«A chi guarda questa terra chiedendosi se restare o andare via, voglio dire una cosa chiara: la Calabria ha bisogno di voi. Non domani ma adesso. Ha bisogno della vostra intelligenza, della vostra libertà, del vostro coraggio. Ha bisogno - prosegue Cugliari - di una generazione che non accetti compromessi, che non erediti la paura ma che costruisca un’alternativa. Ma questo può accadere solo a una condizione: non essere soli».
«Accanto al lavoro fondamentale delle istituzioni, al tavolo della sicurezza e all’azione costante delle Prefetture, è necessario riaprire subito un tavolo delle associazioni. Un luogo stabile, operativo, non formale dove le associazioni di categoria si incontrino, si ascoltino e, soprattutto, agiscano insieme. Un tavolo - sottolinea il presidente Cna Calabria - che crei sinergie reali tra imprese, tra territori, tra visioni: momenti come questi, così come le crisi economiche, le difficoltà di mercato, le trasformazioni globali, non devono dividerci – sottolinea - ma diventare occasione per costruire massa critica. Le associazioni non devono essere solo rappresentanza, ma tornare ad essere punto di partenza per proteggere, accompagnare, dare forza a chi, da solo, rischia di cedere. Chi minaccia è forte quando siamo frammentati ma diventa irrilevante quando diventiamo sistema. La Calabria che vogliamo non è un’idea astratta – conclude -, è una scelta quotidiana. Questa lettera è un invito alla presenza attiva, a esserci a parlare, a fare rete, a costruire insieme. Noi sappiamo da che parte stare, adesso è il momento di dimostrarlo insieme».

Movimento Indipendenza: «Sgomenti»

«La notizia delle gravi intimidazioni a cinque note aziende imprenditoriali vibonesi lascia sgomenti». È quanto li legge in una nota del Movimento Politico Indipendenza, firmata dal coordinatore regionale Franco Bevilacqua e dal coordinatore provinciale Giuseppe Scianò.

«Alle imprese colpite va la solidarietà e la vicinanza del Movimento Politico Indipendenza in tutti i suoi organi ed iscritti. Un affetto che va ai titolari, ai collaboratori e alle maestranze delle imprese interessate, accomunati nell’impegno quotidiano e nel conseguimento di importanti risultati. Le parole forti rilasciate alla stampa dal caro Mimmo Arena, tra i titolari della più nota azienda intimidita, sono tuttavia di una vissuta pacatezza e ad un tempo di una forza travolgente che riesce a sostituire allo sgomento la fondata certezza della impenetrabilità delle azioni criminali e del tentativo di seminare paura rispetto al mondo produttivo e alle sue espressioni anche più rilevanti. Indipendenza auspica tale identica chiusura anche da parte del mondo della politica, delle istituzioni ad ogni livello, della comunità civile tutta. Se così sarà per questi soggetti criminali e per il loro mondo avulso dal contesto civile non ci saranno alternative: devono andarsene loro!».

Tucci (Movimento 5 Stelle): «Il governo non lasci soli gli imprenditori»

«Desidero esprimere la mia vicinanza e solidarietà ai titolari delle cinque aziende del Vibonese, vittime nei giorni scorsi di un grave raid intimidatorio condotto a colpi di fucile contro saracinesche e serrande. Il quadro appare chiaro: la ’Ndrangheta sta provando a rialzare la testa, a riconquistare lo spazio che le è stato sottratto a seguito delle incisive operazioni antimafia degli ultimi anni».

Lo afferma, in una nota, il parlamentare del Movimento 5 Stelle Riccardo Tucci. Secondo l’esponente pentastellato, proprio per evitare una recrudescenza del fenomeno mafioso, «è fondamentale che gli organi inquirenti facciano rapidamente piena luce sull’accaduto, individuando e assicurando alla giustizia i responsabili di questo atto criminale. Non possiamo permettere - aggiunge - che il Vibonese torni a essere ostaggio della criminalità organizzata».

«In questo contesto - sottolinea il deputato - è altrettanto necessario che il Governo faccia la propria parte, stando accanto agli imprenditori ed evitando di indebolire strumenti fondamentali nella lotta alla mafia, come le intercettazioni, come denunciato nei giorni scorsi dal Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. La criminalità si combatte garantendo agli uomini dello Stato mezzi e risorse adeguati, non con dichiarazioni di facciata o comunicati stampa autoreferenziali», conclude.