Mileto, al via gli eventi culturali nel Parco archeologico

Presentato il libro “Città dei greci in Sicilia”, al centro di un proficuo confronto e dibattito che ha finito per spaziare anche a temi di attualità

Presentato il libro “Città dei greci in Sicilia”, al centro di un proficuo confronto e dibattito che ha finito per spaziare anche a temi di attualità

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Nella splendida cornice della collina di Monteverde di Mileto, dove ancora oggi persistono i ruderi dell’abazia-mausoleo della Santissima Trinità, fatta elevare nel 1063 da Ruggero I d’Altavilla, tutto indubbiamente assume un altro sapore e significato. L’atmosfera magica crepuscolare, con sullo sfondo lo stretto di Messina, ha permesso ai numerosi presenti di gustare al meglio l’evento organizzato dall’associazione Mnemosyne in sinergia con la Soprintendenza archeologica, il Comune, la Pro Loco e le realtà ApertaMente e Il Normanno. Un appuntamento culturale che apre, di fatto, la stagione estiva dell’unico Parco archeologico medievale della Calabria, sito che sino al 1783 ha ospitato la città elevata dal figlio di Tancredi d’Altavilla a capitale della propria contea normanna. Nell’occasione è stato presentato il libro “Città dei greci in Sicilia” scritto da Massimo Frasca. All’appuntamento, coordinato dal giornalista Maurizio Bonanno, oltre all’autore sono intervenuti il funzionario-archeologo, responsabile di zona della Soprintendenza, Fabrizio Sudano e il consigliere comunale Francesco Schimmenti. Partendo da un volume che – attraverso la raccolta e le certosine analisi letterarie e archeologiche relative ad un arco temporale che va dalla seconda metà dell’VIII secolo a.C. alla fine del III secolo a.C. – tratta con acume, in modo scientifico e  accessibile la lunga colonizzazione nelle città più fiorenti dell’isola, il colloquio tra i presenti ha permesso ben presto di andare oltre il determinato periodo storico e i semplici confini territoriali. Nello specifico ha preso vita un proficuo momento di confronto e di crescita che, partendo dal contesto di un’epoca che ha lasciato segni profondi in ambito economico-sociale, ha via via consentito di mettere in evidenza le similitudini, le comuni radici, la “figliolanza” tra le popolazioni di Calabria e Sicilia vicine allo Stretto, ma anche di trattare temi di grande attualità, quale quelli del rapporto con la natura e dell’immigrazione e dei risvolti che essa, obbligatoriamente, comporta. In occasione della presentazione del volume “Città dei greci in Sicilia”, i presenti hanno, tra l’altro, potuto usufruire di visite guidate all’interno del Parco archeologico di Mileto Antica, attualmente gestito dall’associazione Mnemosyne. Un’area che, così come rimarcato dallo stesso responsabile Mibact Sudano, è resa fruibile in virtù dell’azione sinergica instaurata da tempo da Soprintendenza al ramo e Comune di Mileto, “esempio e modello da seguire anche per altri siti culturali calabresi”.

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