lunedì,Agosto 15 2022

Pizzo, al Castello Murat via alla rassegna letteraria “Parole d’incanto”

Cinque i volumi che verranno presentati in altrettante serate, a partire da oggi. L'iniziativa è promossa da Cooperativa Kairos, associazione Nish e libreria Streusa

Pizzo, al Castello Murat via alla rassegna letteraria “Parole d’incanto”
Il castello aragonese di Pizzo

Tornano gli eventi letterari al Castello Murat di Pizzo. Per il quarto anno consecutivo, il sodalizio tra Cooperativa Kairos, associazione Nish e libreria Streusa ha messo su una rassegna con 5 presentazioni, che si inserisce nel più ampio progetto culturale “Il Castello incantato”, finanziato dalla Regione Calabria ed ideato da Kairos in collaborazione con l’associazione Dracma ed il Comune di Pizzo.
Si parte questa sera, 1 luglio, alle ore 21, con una prima nazionale. Ilaria Amodio, giovane poetessa di Monza, profondamente legata a Pizzo, paese dei suoi genitori, tanto da decidere di trasferirsi qui un anno fa, presenta per la prima volta in assoluto il suo primo libro, una raccolta di poesie, dal titolo “Volevo solo un amore“, Capponi Editore. A presentarlo con lei Alessia Corigliano e Maria Francesca Tozzi, con intermezzi musicali del maestro Pasquale Esposito. [Continua in basso]

Domenica 10 invece, sempre alle 21, sarà la volta di Francesco Pileggi con il romanzo edito da Rubbettino “Quando mia madre indossò la maglietta di Franz Beckembaue“; a dialogare con lui l’artista Antonio Montesanti. Una storia ambientata nel 1973, con protagonisti otto ragazzini che su un albero di limoni aspettano di poter giocare una partita di calcio mentre pezzi di mondo si arrampicano insieme a loro su quell’albero; perché nel ’73, tre anni dopo la “partita del secolo”, Italia-Germania, la semifinale del campionato del mondo in Messico, Pileggi ci racconta che attorno a quell’albero è successo proprio di tutto.

Una settimana dopo, domenica 17 luglio, arriverà Gioacchino Criaco con il suo nuovo romanzo, già in ristampa, “Il custode delle parole, edito da Feltrinelli. Una storia di accoglienza e formazione con protagonista il quasi trentenne Andrìa che vive ai piedi dell’Aspromonte e non ha ancora trovato la propria strada. L’arrivo di Yidir dalla Libia, scampato ad un naufragio, cambierà la vita di Andrìa. Il  custode delle parole è una storia di identità e radici così forti da sfidare il futuro, richiamandoci alla responsabilità di prenderci cura di ciò a cui sentiamo di appartenere: un amore, una montagna, una storia. A dialogare con Criaco ci sarà un altro autore calabrese di caratura nazionale Domenico Dara. [Continua in basso]

Lunedì 25 sarà la volta dell’antropologo Vito Teti con il suo ultimo saggio, edito da Einaudi, “La restanza“. Partire e restare sono i due poli della storia dell’umanità. Al diritto a migrare corrisponde il diritto a restare, edificando un altro senso dei luoghi e di se stessi. Restanza significa sentirsi ancorati e insieme spaesati in un luogo da proteggere e nel contempo da rigenerare radicalmente. A presentare il volume insieme a Teti ci sarà il presidente dell’associazione Valentia Anthony Lo Bianco.

Infine sabato 30 luglio la rassegna si chiuderà con il terzo capitolo della trilogia di noir scritta da Fausto Vitaliano sulle avventure di Gori Misticò.  “Scritto sulla sabbia“, edito da Bompiani, è il racconto finale della serie, il cui il protagonista si troverà a fare i conti con la malattia che avanza inesorabile e a cui non vuole darla vinta, con i misteri di un delitto ed una foto che spunta in un cassetto del latitante a cui ha dato la caccia tutta la vita: suo padre. A condurci nel racconto, insieme a Vitaliano, sarà Roberto Ceravolo.

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