Una grande casa-alloggio per i disabili: il sogno dell’associazione “Dopo mamma e papà”

A chi affidare la cura delle persone con disabilità quando i genitori non ci saranno più? Il progetto dell’associazione briaticese punta alla creazione di una struttura in grado di accoglierli e integrarli

A chi affidare la cura delle persone con disabilità quando i genitori non ci saranno più? Il progetto dell’associazione briaticese punta alla creazione di una struttura in grado di accoglierli e integrarli

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L’associazione “Dopo mamma e papà” nacque a Briatico dall’esigenza di aiutare i disabili e le loro famiglie nella vita quotidiana. Nacque in un territorio dove la disabilità veniva vissuta come tabù, relegata nelle mura domestiche. “Affari”, gestione, cura e crescita di soggetti con problemi fisici o psicologici, bambini quanto adulti, riguardava prettamente la famiglia.

La “Dopo mamma e papà” nei locali di via Stazione ha sperimentato un nuovo metodo di accoglienza basato sul coinvolgimento del disabile in attività ricreative, iniziative sociali, manifestazioni culturali. Una forma d’integrazione che, seppur lentamente e con difficoltà, ha raggiunto la comunità briaticese. Il progetto, ad oggi, continua con la prosecuzione del “Centro diurno” e la “Casa-alloggio”.

Cosa accade ai disabili quando i genitori diventano troppo anziani per accudirli? Chi si occupa dopo la dipartita dei membri del nucleo familiare? «Si tratta di scenari a cui le famiglie pensano – dichiara il presidente Teresa Scarmato – Esigenze a cui la nostra Associazione tenta di dare una valida risposta lavorando per la creazione di una casa-alloggio. Qui – aggiunge – i disabili, sostenuti da personale specializzato, potranno trascorrere il loro tempo, vivere e cimentarsi in attività educative e formative nonché tentare l’inserimento nel mondo del lavoro».

Un sogno che pare utopia, uno scenario ideale per consentire ai soggetti con gravi disabilità «di non subire traumi ma di trovare all’interno di un ambiente sicuro, il calore di una “famiglia bis”, nella consapevolezza che nulla potrà mai sostituire le figure genitoriali».

Di questo progetto e di molti altri, se ne discuterà nelle prossime settimane in apposito tavolo tecnico istituito alla presenza di associazioni locali e di rappresentanti delle istituzioni: «Vogliamo rendere partecipi le diverse forze del territorio in modo che le difficoltà, i problemi delle nostre comunità vengano risolte in sinergia. Valuteremo – aggiunge la Scarmato – le proposte e le idee che potranno accordarsi con il nostro progetto e, al contempo, ci adopereremo per un interessamento attivo della Regione».

Interesse nei confronti del Terzo settore che «è stato dimostrato nei giorni scorsi con la promozione a Lamezia di due incontri dal titolo “Percorso formativo- Progettazione sui fondi strutturali europei 2014/2020”. Alla presenza di diverse associazioni, la Regione ha sollecitato la raccolta di progetti per promuovere l’inclusione sociale e per combattere la povertà e le forme di discriminazione: «Un invito – ha concluso –  che abbiamo colto al volo».