mercoledì,Settembre 22 2021

Sistema bibliotecario vibonese, prosegue la rassegna “Incontri con il libro”

Oggi, sui canali social del polo culturale, riflettori puntati sul libro di Vito Teti “Nostalgia, antropologia di un sentimento del presente”

Sistema bibliotecario vibonese, prosegue la rassegna “Incontri con il libro”

Prosegue la rassegna Incontri con il libro e gli autori organizzata dal Sistema Bibliotecario Vibonese per «incontrarsi, socializzare e discutere, sui pure in modo virtuale, malgrado l’isolamento a cui siamo costretti di noi stessi, della società e del futuro che avremo. Compito particolarmente importante per una biblioteca moderna che oltre ai libri e alla lettura vuole essere un luogo di incontro e di costruttiva socialità».

Oggi, lunedì 18 gennaio alle ore 19 sulle pagine Facebook del Sistema Bibliotecario Vibonese e Lametino, nonché sul canale Eventi Sbv di YouTube si discuterà con l’antropologo Vibo Teti a partire dal suo libro “Nostalgia, Antropologia di un sentimento del presente”, edito da Marietti alla fine del 2020.

Dialogheranno con Vito Teti, Gilberto Floriani collaboratore del Sistema Bibliotecario Vibonese e Moira Lo Bianco, compositrice e pianista che vive e lavora da diversi anni a New York. «Il libro come dice il titolo tratta del sentimento della nostalgia da una prospettiva antropologica, sentimento legato a un luogo e al tempo e non è possibile parlarne prescindendo da esperienze concrete vissute». Nella sua introduzione Teti afferma: “Non si tratta di immaginare ritorni al passato – non si torna mai indietro – ma di guardare al passato con pietas per ciò che è stato e non è più, e anche per considerare, magari per diverse utopie possibili, le potenzialità inespresse dagli uomini e dalle donne che furono; per ascoltare sentimenti, stati d’animo, saperi, emozioni, possibilità della mente e della psiche che sono state cancellate, ignorate, ritenute superate”.

Da questa prospettiva il volume, «molto denso e di pregevole scientificità, fa riferimento a tradizioni letterarie, culturali, filosofiche e psicoanalitiche che si sono spinte a riconoscere nella nostalgia una risorsa, un elemento creativo e irrinunciabile delle persone, e cerca di fornire le coordinate per affrontare il punto di non ritorno in cui la civiltà umana che abbiamo conosciuta è giunta».

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