sabato,Maggio 8 2021

Provincia, il futuro incerto di funzioni e dipendenti

Tra mobilità, pensionamenti e ricollocazioni varie, la riforma Delrio "alleggerisce" l’ente di contrada Bitonto di 241 lavoratori. Ma a restare in forte dubbio è la stessa garanzia dei servizi al territorio.

Provincia, il futuro incerto di funzioni e dipendenti

Il portale mobilità del governo ha diffuso i dati relativi alla ricollocazione dei dipendenti delle province per effetto della riforma Delrio cristallizzando, di conseguenza, la portata dell’applicazione della stessa legge negli organici degli enti intermedi.

Fortemente ridimensionata ne uscirà in particolare la Provincia di Vibo Valentia, che sarà progressivamente “spogliata” di circa il 63% dei 383 lavoratori fino a poco tempo fa alle sue dirette dipendenze. Ai 128 già transitati nei ruoli regionali dal primo agosto scorso, si aggiungeranno infatti le 15 persone che saranno collocate in pensione fino al 31 dicembre 2016.

Ancora, i 32 addetti al Centro per l’impiego dovrebbero anch’essi temporaneamente confluire in Regione. A questi si aggiungeranno i 15 dipendenti che confluiranno nelle liste di mobilità perché comandati ad altre amministrazioni, quali i Comuni che ne hanno fatto richiesta. Ulteriori 18 unità, già in forza alla Polizia provinciale, andranno ad ingrossare le apposite liste di mobilità, così come le 33 unità che confluiranno negli elenchi della mobilità generale.

Duecentoquarantuno (241) lavoratori, dunque, non più a carico dell’Ente di contrada Bitonto che manterrà in organico circa 140 lavoratori da impegnare nelle nuove funzioni di Area Vasta sulle quali, tuttavia, aleggiano ancora grossi interrogativi, specie in relazione all’offerta dei servizi al territorio che appaiono fortemente condizionati da un bilancio sempre più risicato, insufficiente, com’è noto, perfino a pagare gli stipendi.

Questioni che, com’è ampiamente noto, vengono da lontano e che la riforma Delrio, unita alle sempre più stringenti normative in materia di finanza pubblica nonché al taglio dei trasferimenti statali, non potrà far altro che rendere endemiche. E anche se, temporaneamente, nel caso vibonese, si è riusciti a mettere una “pezza” sul fronte degli stipendi e con vari “artefici” contabili pagare qualche arretrato, non serve certo la sfera di cristallo per prevedere futuri inghippi, e per i dipendenti e per il territorio. Con tutto il relativo carico di lotte sindacali, disperazione umana, disservizi e degrado generalizzati e il solito, inevitabile, chiacchiericcio politico il più delle volte fine a se stesso.

s. m.

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