Nuovo lungomare di Zambrone, il Wwf insiste: «Il Comune riveda il progetto»

Della vicenda si è recentemente interessata anche la senatrice del Movimento 5 stelle Margherita Corrado che ha sollecitato la Valutazione ambientale strategica dell’opera
Della vicenda si è recentemente interessata anche la senatrice del Movimento 5 stelle Margherita Corrado che ha sollecitato la Valutazione ambientale strategica dell’opera
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Il progetto del lungomare di Zambrone
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L’approvazione, mesi addietro, di un progetto per un nuovo lungomare sulla costa vibonese, in territorio di Zambrone, aveva suscitato l’intervento del Wwf provinciale, prima sugli organi di stampa e successivamente in giudizio davanti al Tar, con l’adesione (per la parte riguardante gli aspetti ambientali) al ricorso presentato da alcuni imprenditori turistici che avevano impugnato la delibera di adozione della Variante al Psc del Comune di Zambrone.

Tale variante, come rilevò il Wwf, «prevede la realizzazione di un intervento edilizio di ristrutturazione e ampliamento del lungomare esistente e l’edificazione di un nuovo lungomare, anche questo in cemento armato e mattonelle, lungo un chilometro e da realizzare tutto nel tratto di spiaggia, non ancora interessato da opere infrastrutturali». [Continua]

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Si tratta, spiega l’associazione ambientalista, di «creare una pista impermeabile su quel poco che è ancora scampato all’urbanizzazione e all’asfalto, in un’area compresa nella fascia costiera che va da Briatico a Nicotera, opportunamente inserita nell’elenco dei Siti di importanza comunitaria (Sic) dalla Direttiva europea “Habitat”. Ciò, per le peculiarità naturalistiche che si intende salvare dal degrado a livello internazionale. Intento confermato grazie alla designazione, con Dgr del 9/8/2016 e relative misure di conservazione, di tutti i cinque Sic costieri della provincia vibonese (compreso quindi il litorale di Zambrone) quali Zone speciali di conservazione (Zps)».

Il Wwf ha ribadito in più occasioni «la necessità, in fase di adozione della Variante e comunque prima dell’approvazione da parte della Regione, di sottoporre a Valutazione ambientale strategica la variante stessa. Il progetto di variante urbanistica adottato dal Comune di Zambrone è stato inviato il 21 gennaio al Dipartimento Urbanistica della Regione Calabria, che dovrebbe approvarlo entro 90 giorni, facendo ricorso persino al semplice silenzio assenso».

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In questi giorni si è occupata della questione anche la senatrice Margherita Corrado del Movimento cinque stelle, alla quale, fa sapere sempre il Wwf, «un altro dipartimento della Regione, il Dipartimento ambiente e territorio ha ribadito di aver già richiesto, in data 5 febbraio, al Comune di Zambrone di instaurare il procedimento di verifica di assoggettabilità a Vas, che dovrebbe contenere anche la valutazione d’incidenza ambientale, senza, però, che, allo stato, il Comune vi abbia ancora provveduto. Il rischio è, però, che, nel frattempo, venga approvata la variante, senza le necessarie valutazioni e autorizzazioni di carattere ambientale, che potrebbero essere negative e indurre il Comune a modificare la variante o addirittura modificare il progetto».

Un tratto della costa di Zambrone

Il Wwf, quindi, invita il Comune di Zambrone «a rivedere totalmente il progetto, in modo tale che vengano previste e realizzate solo le opere strettamente necessarie alla manutenzione dell’esistente, impiegando tecnologie e approcci innovativi, lontani dalla vecchia logica del cemento a tutti i costi. Lasciando da parte l’idea di realizzare un’opera fortemente impattante su quel che resta delle dune e del paesaggio originario.

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Le tristi vicende di questi giorni ci insegnano che l’uomo non ha bisogno di consumare nuovo territorio (magari con un nuovo lungomare) e distruggere ecosistemi, ma deve conservare il più possibile gli ambienti naturali ancora esistenti e ripristinare quelli non ancora del tutto compromessi. Un invito rivolto anche agli imprenditori turistici che, anche a costo di qualche sacrificio, insieme all’amministrazione comunale dovranno essere in grado di concepire un modo nuovo di fare turismo, che abbia nella qualità dell’ambiente, il punto di forza della loro offerta».