‘Ndrangheta: operazione “Demetra 2”, ecco le singole accuse

Per saldare un debito relativo all’acquisto di stupefacenti, due giovani di Soriano avrebbero accettato di fabbricare la radio-bomba costata la vita a Matteo Vinci
Per saldare un debito relativo all’acquisto di stupefacenti, due giovani di Soriano avrebbero accettato di fabbricare la radio-bomba costata la vita a Matteo Vinci
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Sarebbero stati i cognati Antonio Criniti, 30 anni, e Filippo De Marco, 41 anni, di Soriano Calabro a collocare la radio-bomba sotto la Ford Fiesta di proprietà di Francesco Vinci , condotta nell’occasione da Matteo Vinci il 9 aprile del 2018, facendola successivamente esplodere o comunque concordando e disponendo che altri lo facessero. I mandanti della spedizione di morte vengono indicati in Rosaria Mancuso, 65 anni, e il genero Vito Barbara, 30 anni, per i quali si procede separatamente. Criniti e De Marco avrebbero approfittato di un momento in cui Francesco Vinci si trovava in una zona isolata in compagnia solo del figlio Matteo Vinci per portare a termine l’azione criminale culminata con l’esplosione della radio-bomba. [Continua]

Rosina Di Grillo

Concorso in estorsione aggravata dalle modalità mafiose è quindi la nuova accusa che viene mossa ad Antonio Criniti e Filippo De Marco in concorso con Vito Barbara, Domenico Di Grillo, Rosina Di Grillo e Lucia Di Grillo per i quali si è proceduto separatamente. Nel mirino – secondo Dda e carabinieri – è finita la famiglia Vinci che ha difeso sino alla fine e sino alla morte i propri terreni di località Macrea, In precedenza, Francesco Vinci era stato aggredito in campagna e ridotto in fin di vita, mentre ferite e lesioni erano state causate anche alla moglie Rosaria Scarpulla.

Il traffico di stupefacenti

Associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico è invece l’accusa mossa nei confronti di Pantaleone Mancuso (cl. ’63) e di Alessandro Mancuso, 22 anni, quest’ultimo indagato a piede libero. I due Mancuso non hanno legami di parentela diretta con la più famosa famiglia dei Mancuso. Zio e nipote, in concorso con Vito Barbara, Antonio Criniti, Filippo De Marco e Domenico Bertucci, 27 anni, di Spadola, sono accusati di essersi associati stabilmente per la coltivazione, trasporto, spaccio e cessione di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana). Quale promotore, direttore ed organizzatore dell’associazione viene indicato Vito Barbara, mentre Antonio Criniti e Filippo De Marco si sarebbero occupati delle modalità di approvvigionamento dello stupefacente. Partecipi all’associazione vengono indicati Pantaleone Mancuso, Alessandro Mancuso e Domenico Bertucci, con Vito Barbara che, con l’intermedizione di Pantaleone Mancuso, avrebbe acquistato per conto di soggetti ancora da identificare circa 10 chili di stupefacente.

Nel maggio 2018, Vito Barbara e Pantaleone Mancuso avrebbero poi acquistato sostanza stupefacente, del tipo marijuana, per un quantitativo pari a circa cinque chili, da Giuseppe Consiglio di Rosarno, 34 anni, e Salvatore Paladino, anche lui di Rosarno che la detenevano per la vendita.

Antonio Criniti e Filippo De Marco erano già stati arrestati il 21 giugno 2018 per la detenzione di un ingente quantitativo di stupefacente e proprio loro due per ripianare un debito di settemila euro contratto con i soggetti di Limbadi avrebbero accettato di fabbricare la radio-bomba costata la vita a Matteo Vinci ed il grave ferimento del padre Francesco.

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