Regionali, Mirabello: «Io in campo per fare politica, altri per gestire potere» – Video

Intervista al consigliere regionale che mette nel mirino l’ex parlamentare Censore: «Restringere il campo minerebbe la possibilità di una rappresentanza del territorio»
Intervista al consigliere regionale che mette nel mirino l’ex parlamentare Censore: «Restringere il campo minerebbe la possibilità di una rappresentanza del territorio»
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«Per quanto mi riguarda, di sicuro non sarà una partita di potere ma una partita politica. Per altri potrebbe essere un problema di potere». Gli «altri» in questione, non ci vuole la palla di cristallo per scoprirlo, hanno un nome, un cognome e un indirizzo che conduce a Serra San Bruno. Michele Mirabello non esplicita il destinatario del poco velato messaggio ma il riferimento a Bruno Censore è chiaro. L’ipotetica candidatura dell’ex parlamentare restringerebbe il campo d’azione nell’orbita del Partito democratico proprio al consigliere regionale, che da uscente annuncia chiaramente di essere in campo. «Io mi ricandido, ritengo che la mia esperienza di questi cinque anni di legislatura debba essere sottoposta al giudizio degli elettori». Le tempeste attraversate dal partito e la gestione della candidatura di Mario Oliverio, che scalpita per tornare in sella ma non ha l’appoggio del Pd, non sono state delle migliori, per usare un eufemismo. «Se ci fosse stata una discussione più approfondita, in ordine ai limiti dell’azione di governo e alle cose positive messe in campo, si poteva arrivare ad una discussione più seria anche per la candidatura a presidente. Diversamente, abbiamo scelto la strada di parlarci addosso creando un muro contro muro, e di determinare una divaricazione fra le posizioni che al momento vedo difficilmente riconciliabili». Secondo Mirabello non è una questione di nomi ma di progetto. «C’è una discussione nazionale che riguarda la possibilità di riprodurre in Calabria stessi equilibri del governo Conte, aspettiamo di vedere se questa proposta è solida, perché in quel caso il quadro cambierebbe notevolmente». [Continua sotto la pubblicità]

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E se il consigliere regionale non intende indietreggiare, c’è chi invece, come il suo ex padrino politico, vuole avanzare, col rischio di una sconfitta collettiva. «Io mi ricandiderò, se l’ex parlamentare Censore o altri proporranno la loro candidatura andrà valutata dal partito. Ovviamente, una ulteriore divaricazione non è che rischia di compromettere la mia possibilità di essere rieletto, ma pone un tema che è quello del territorio: il Pd può e dovrà avere una sua espressione, minare alla radice questa possibilità credo che sia un errore molto grave. Credo che il buonsenso ci porterà ad una soluzione, ma tutto attiene al senso di responsabilità di ognuno di noi. Per quanto mi riguarda di sicuro non sarà una partita di potere ma politica, per altri potrebbe essere un problema di potere».