Consiglio provinciale, Forza Italia scarica Niglia

Cambiano gli equilibri a Palazzo ex Enel, i forzisti danno vita ad un gruppo autonomo. L’affondo di Macrì: «Noi mai consultati, a questo punto ci teniamo le mani libere».

Cambiano gli equilibri a Palazzo ex Enel, i forzisti danno vita ad un gruppo autonomo. L’affondo di Macrì: «Noi mai consultati, a questo punto ci teniamo le mani libere».

Giovanni Macrì (Fi)
Informazione pubblicitaria

Cambiano gli equilibri all’interno del consiglio provinciale che, dopo l’ultima riforma, è eletto non dai cittadini ma dagli amministratori dei cinquanta comuni della provincia. Nasce, infatti, il gruppo consiliare di Forza Italia, partito che ha contribuito all’elezione del presidente Andrea Niglia.

Informazione pubblicitaria

A darne comunicazione il consigliere Giovanni Macrì che ha reso noto come, assieme a lui, facciano parte della nuova formazione di Palazzo Ex Enel il sindaco di Zungri, Franco Galati, e il capogruppo di minoranza nel civico consesso di Rombiolo, Gianfranco Ranieli. La decisione ha una significativa portata politica perché nasce in aperta polemica con il massimo rappresentante dell’ente provinciale.

«Il presidente – ha attaccato il neo capogruppo Macrì – prende ogni decisione senza coinvolgere gli altri consiglieri». Poi, c’è l’esigenza, a distanza di oltre un anno dall’elezione, di «evidenziare la differenza e la disapprovazione del gruppo rispetto alla linea politica dallo stesso adottata per affrontare le note emergenze: dipendenti provinciali allo stremo, edilizia scolastica e viabilità. Forza Italia è perfettamente consapevole del disastro ereditato dalle precedenti amministrazioni di sinistra nonché dell’atteggiamento pilatesco di tutte, o quasi, le forze politiche che siedono in Parlamento, quindi, delle difficoltà di manovra che anche l’amministratore più capace di questo mondo avrebbe incontrato nella gestione dell’Ente».

Tuttavia, quello che non si può più accettare è «la mancanza di entusiasmo, di passione, di determinazione, di tempestività e soprattutto di inclusione nell’affrontare la quotidianità e nel ricercare soluzioni condivise nella gestione dei problemi. Registriamo, infatti, oltre all’assenza fisica del presidente, un suo atteggiamento totalmente autoreferenziale, inconciliabile con la drammaticità del momento e con quel poco che resta della vera politica».

Tali considerazioni, sottoposte anche agli organi di partito, hanno indotto Macrì, Galati e Ranieli «ad un netto cambio di strategia. Pertanto, Forza Italia, per come espresso nell’ultimo Consiglio e rappresentato al presidente, qualora non dovesse assistere ad un netto cambio di passo, non avrà alcuna remora a marcare la propria autonomia rispetto al presidente ed alla sua “maggioranza” e ad affrontare le varie contingenze politicamente e dal proprio punto di vista».