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Fondi post alluvione 2006 a Vibo, le precisazioni di Carlo Tansi: «Disponibili sin dal 2018»

Dopo il defenestramento dell’ex capo della Protezione civile regionale «non c’è stato nessuno che ha più seguito l’iter amministrativo e burocratico». Il presidente della Regione Nino Spirlì assicura che i soldi ci sono

Fondi post alluvione 2006 a Vibo, le precisazioni di Carlo Tansi: «Disponibili sin dal 2018»
Una veduta dall'alto di Vibo Marina dopo l'alluvione del 3 luglio 2006
Carlo Tansi

Nella vicenda dei fondi destinati agli interventi necessari  per il superamento delle criticità che hanno determinato lo stato di emergenza nel territorio di Vibo Valentia,del luglio 2006, con voci di bilancio che appaiono e scompaiono come dal cilindro di un prestigiatore, si registra la precisazione di Carlo Tansi, ex capo della Protezione Civile regionale dal 18 novembre 2015 al 18 novembre 2018.

In base al “Piano direttorio” trasmesso da Tansi al ministero dell’Economia e della Finanza,  il suddetto dicastero – nella nota con prot. N.60777 del 31 marzo 2017 (a distanza di undici anni dalla tragica alluvione del 6 luglio 2006) – aveva autorizzato la Regione Calabria ad operare sulla contabilità speciale relativa alla Opcm 3531/2006 (emergenza alluvionale Vibo Valentia). Nella suddetta autorizzazione veniva, fra l’altro, riconosciuto l’impegno e la professionalità del redattore del Piano per venire a capo della paralisi amministrativa generata dalle precedenti gestioni. [Continua in basso]

L'alluvione del 2006 a Vibo Marina

«Grazie al suddetto Piano – afferma l’ex capo della Protezione Civile – veniva recuperata, innanzitutto, la somma di undici milioni e 181.015 euro che erano stati a disposizione della Protezione Civile ma che non erano stati spesi dal 2006, per oltre undici anni.
Nella relazione – afferma Tansi – avevo fatto un lavoro molto minuzioso: 1) prima avevo effettuato una ricognizione di tutti i fondi che erano stati erogati, dal 2000 in poi, da parte dei vari uffici della Regione Calabria e dal Governo centrale, per la riduzione del rischio idrogeologico su Vibo. 2) Poi avevo verificato la stato di attuazione delle varie opere necessarie per la suddetta riduzione, distinguendole in opere: terminate, in corso, progettate, in fase di progettazione, non progettate. 3) Avevo quindi individuato le zone in cui intervenire con gli 11.181.015 euro, distinguendo le opere per classi di priorità d’intervento. 4) Infine avevo elaborato un cronoprogramma con le scadenze esatte per la realizzazione delle opere di cui al punto 3). I soldi sono stati nella disponibilità del Comune fin dal 6 novembre 2018: la Regione Calabria li aveva, infatti, assegnati con la delibera n. 495/2018. Poi, pochi giorni dopo, il 18 novembre 2018, a seguito di un procedimento avviato da Tallini, sono stato defenestrato dalla Protezione Civile e tutto è andato a farsi benedire perché non c’è stato nessuno che ha più seguito l’iter amministrativo e burocratico».

Il presidente della Regione, Nino Spirlì, dal canto suo, ha nel frattempo provveduto a rassicurare tutti: non c’è stata alcuna sottrazione di risorse e i fondi destinati alla città – diventati ora 15 milioni – aspettano soltanto di essere utilizzati.

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