giovedì,Luglio 29 2021

Comune Vibo, in Consiglio passa il Bilancio. Il sindaco: «Noi, rigorosi»

Ampia disamina in aula del primo cittadino Maria Limardo sul nuovo documento contabile e sul Piano triennale delle opere pubbliche. A pesare come un macigno i 12 milioni di euro di una tangenziale mai fatta

Comune Vibo, in Consiglio passa il Bilancio. Il sindaco: «Noi, rigorosi»
Il Comune di Vibo Valentia: dall'aula disco verde al Bilancio di previsione
Il sindaco di Vibo Valentia, Maria Limardo

Disco verde del consiglio comunale di Vibo Valentia al Bilancio di previsione 2021 con, tra gli allegati, il Piano triennale delle opere pubbliche e quello di alienazione dei beni immobili dell’ente. Il documento è passato con i soli voti della maggioranza consiliare di centrodestra, tre contrari e undici assenti. Una seduta fiume ha, dunque, dato il via libera a tarda sera a un documento contabile che si presenta fortemente condizionato dal Piano di riequilibrio finanziario pluriennale varato nei mesi scorsi e che è ancora all’esame della Corte dei Conti. Si tratta – da quanto detto in aula oggi in aula da sindaco e assessori – di un documento che registra risparmi di spesa per il personale, per le utenze elettriche ed idriche ma anche per i rifiuti. Sul piano degli investimenti sono stati intercettati finanziamenti per la messa in sicurezza del territorio, per l’edilizia scolastica e per la rigenerazione urbana. Investimenti per quasi 20 milioni di euro. Sul piano tariffario l’amministrazione ha cercato di contenerle pur dovendo ottemperare all’obbligo di copertura dei servizi al 100 per cento.

Ampio in merito l’intervento del sindaco Maria Limardo. Un intervento globale, a tratti appassionato e sentito. Il primo cittadino ha spaziato dalla genesi del nuovo Bilancio 2021 a quella del Piano delle opere pubbliche. Tracciando in aula il percorso che la sua amministrazione ha inteso seguire pur di arrivare al risanamento dell’ente ma anche della città.

«Il nostro – ha attaccato il sindaco – è un bilancio istituzionale, di rigore e fermezza. Quello che d’altronde viene richiesto in questo difficile periodo. Ogni voce è stata soppesata con serietà ed è stata inserita in una logica prioritaria delle esigenze dei cittadini. Obiettivo prefissato è il risanamento. Ci siamo buttati a capofitto per raggiungere questo obiettivo. Il processo, però, – ha aggiunto il primo cittadino – è lento, faticoso, duro, difficile per noi e per i cittadini, ma indispensabile per il rilancio economico e sociale della città. Ci siamo impegnati in tutti i settori. Entrando nel merito delle misure introdotte nel Bilancio vi è innanzitutto il contenimento della spesa, abbiamo le maggiori entrate, ma vi è anche la riorganizzazione tecnica, questa è stata la nostra visione di insieme. Il tutto in una logica di risparmio». [Continua in basso]

In riferimento al contenimento della spesa, la Limardo ha riferito che basta guardare le delibere, «nessuna spesa in eccesso. Le spese che stiamo sostenendo sono solo per necessità. Sul versante delle maggiori entrate è giusto invece che si segnalino situazioni come quella del Pennello. Abbiamo adottato una delibera a gennaio scorso con la quale si è dato termine agli abitanti di quel rione di normalizzare la situazione tributaria, ancora sono tanti quelli che non pagano. E, poi, abbiamo maggiori entrate che provengono dall’Urbanistica in quanto il settore è stato messo a soqquadro, abbiamo riorganizzato gli uffici e reso più efficiente il lavoro. Da qui maggiori entrate nelle casse comunali anche per la ripresa dell’edilizia. Sono orgogliosa dei risultati ottenuti perché fare cassa vuol dire anche che il territorio si sta riprendendo. Accertamento e riscossione, dunque, come contrasto all’evasione. Soprattutto emersione perché c’è una larga fascia di popolazione totalmente sconosciuta al Comune».

La Limardo non ha mancato di ricordare che tutto ciò «è stato fatto nonostante il periodo emergenziale che abbiamo affrontato. L’emergenza Covid ha inciso sul bilancio di un milione di soli minori entrate. Al netto di quanto ha versato il Governo nelle nostre casse. L’altro tassello del Bilancio si chiama risparmio: prima fonte è quella che ci deriva dal personale perché, a fronte delle 233 unità costituenti la pianta organica, noi oggi sfioriamo appena le 100 e presto andranno in pensione tanti altri dipendenti. E quindi se da un lato risparmiamo in stipendi dall’altro siamo ridotti davvero al lumicino per la garanzia della erogazione dei servizi essenziali. Altra fonte di risparmio – ha spiegato sempre il sindaco – viene dalla rete idrica grazie alla nostra capacità di contenere le perdite. E questo consente un maggiore risparmio. Abbiamo, inoltre, provveduto ad approvare e regolarizzare la tariffa idrica. In materia di rifiuti stiamo risparmiando parecchio: oltre 173 mila euro di risparmio in passato. Mentre in questo periodo il risparmio presunto arriva a 475mila euro e la differenziata sta arrivando al 70 per cento. Però è evidente che noi ci ritroviamo con il nostro Piano di riequilibrio che è ancora al vaglio della Corte dei Conti. Nove anni di lavoro per chiudere il primo dissesto. La commissione ci lascia un passivo 18miloni di euro e un attivo di 24. Solo che mentre il passivo è fermo lì e pesa, i 24 milioni sono oggettivamente di difficile riscossione. Ci troviamo, insomma, tra l’incudine e il martello, tra il vecchio e il nuovo dissesto. Tant’è che ancora oggi la Corte dei Conti si trova a chiedere chiarimenti su poste di bilancio. Stiamo lavorando in maniera serrata per sottrarre la città al baratro del dissesto, stiamo lottando con le unghie e con i denti. Siamo rientrati tra quei Comuni che hanno potuto usufruire di un lascito di 12 milioni da parte del governo proprio perché noi abbiamo deciso di non dichiarare dissesto». Sul Bilancio, poi, «pesa come un macigno quella famosa tangenziale che non fu mai realizzata. Dobbiamo restituire 12 milioni di euro. Possiamo dire però con orgoglio che stiamo portando avanti la città e il prestigioso titolo di Vibo capitale italiana del libro 2021 non è arrivato per caso, ma è frutto di intenso lavoro», ha rimarcato il sindaco. [Continua in basso]

Poi il programma delle opere pubbliche. In merito la Limardo ha voluto distinguere tre settori tronconi: «Opere presenti che abbiamo lasciato nel bilancio, quelle già finanziate e quelle per le quali è stato chiesto il finanziamento. Abbiamo ripreso e portato avanti opere strategiche per la città: scala mobile, nuovo teatro, edilizia scolastica con lavori di messa in sicurezza degli edifici. Poi abbiamo i 6 milioni di euro della Regione destinati alla rigenerazione urbana, penso al rifacimento delle strade, agli interventi su villa Gagliardi e al Parco delle Rimembranze». Il sindaco ha, inoltre, ricordato i 15 milioni di euro per la sistemazione idrogeologica e i lavori per la riqualificazione di piazza Spogliatore, i 3 milioni per la metanizzazione di Vibo Marina. L’emendamento Mangialavori – ha ricordato sempre la Limardo – che ci ha permesso di ottenere 2 milioni di euro, di cui uno lo abbiamo destinato al rifacimento di piazza Municipio e un milione a Vibo Marina. Infine, voglio dire che abbiamo partecipato a un bando per l’ottenimento di un finanziamento di 20 milioni di euro per la rigenerazione urbana: abbiamo previsto opere pubbliche rivolte a ridurre i fenomenini di marginalizzazione e degrado sociale indirizzate a migliorare la qualità della vita in linea generale. Ci stiamo ponendo con un bilancio istituzionale, rigoroso – ha ribadito in chiusura il sindaco – È un bilancio però che si trova allegato un Piano delle opere pubbliche che costituisce una programmazione seria già finanziata». Poi le relazioni, brevi, degli assessori competenti per materia, Giovanni Russo (Lavori pubblici) e Maria Teresa Nardo (Bilancio), i quali hanno ripercorso sostanzialmente quando anticipato dal sindaco Limardo, soffermandosi si dettagli squisitamente tecnici.

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