Emergenza rifiuti a Vibo, sul decoro urbano nasce l’asse Luciano-Console-Bulzomì

Attorno alla posizione di Vibo Unica si ritrovano il comitato cittadino dell’Udc e il neo coordinatore del Movimento per la sovranità. Prove tecniche per la scalata a Palazzo Luigi Razza

Attorno alla posizione di Vibo Unica si ritrovano il comitato cittadino dell’Udc e il neo coordinatore del Movimento per la sovranità. Prove tecniche per la scalata a Palazzo Luigi Razza

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Da sinistra Luciano, Console, Bulzomì
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Se l’appello al superamento dell’attuale fase politica cittadina, attraverso il riconoscimento del fallimento dell’azione amministrativa e la costruzione di un’alternativa al sindaco Costa, rivolto ai consiglieri di maggioranza dall’ex presidente del Consiglio Stefano Luciano, aveva suscitato il netto rifiuto dei capigruppo, segnali di apertura nei confronti di Vibo Unica giungono da forze non ufficialmente rappresentate nell’emiciclo di Palazzo Luigi Razza. Segno che attorno all’attivismo di Luciano si cerca di intavolare una prospettiva di governo della città, ancora “in nuce”, ma che trova a quanto pare interlocutori interessati.  

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È il caso del già vicesindaco Salvatore Bulzomì che, all’esordio da coordinatore provinciale del Movimento nazionale per la sovranità, spende parole di apprezzamento nei confronti di Vibo Unica circa la posizione assunta dal gruppo rispetto all’emergenza rifiuti. «In riferimento alle recenti dinamiche politiche, che hanno interessato il Comune capoluogo – afferma Bulzomì -, riteniamo di dovere esprimere la nostra posizione, avendo interesse a partecipare al dibattito mettendo in rilievo l’interesse della città che ogni forza politica presente sul territorio ha il dovere di perseguire. La ricostruzione operata da Vibo Unica, in riferimento alla drammaticità del momento storico, in ordine a settori fondamentali della vita amministrativa quali l’ambiente e l’urbanistica trova riscontro in dati di carattere oggettivo, che non vede solo chi non vuole vedere; così come ci sentiamo di condividere la posizione politica di distanza dall’attuale amministrazione che non è riuscita a mantenere gli impegni assunti nella campagna elettorale. Non si comprende pertanto – conclude l’ex consigliere regionale -, come possano i capigruppo della maggioranza, difendere il sindaco e rivendicare risultati amministrativi che non trovano riscontro nei fatti e nella situazione in cui attualmente versa la città». 

Sulla questione ambiente, e a rafforzare la presa di posizione di Luciano, arriva anche un intervento dell’Udc. Il comitato cittadino dello scudocrociato, guidato dall’ex assessore Nico Console, parte dalla nuova nomina al ramo dell’assessore Lorenzo Lombardo. «Lo stesso – scrive il partito – che ha già ricoperto la delega all’ambiente, da metà marzo 2018, per circa tre mesi ed ancor prima dell’ingegner Romanò e del sindaco, in un periodo in cui la situazione è fortemente peggiorata tanto da provocare, ad inizio luglio, “l’assoluto disappunto”, rispetto alla gestione del settore, dal massimo rappresentante istituzionale del suo partito di riferimento, Forza Italia. In quell’occasione e nei confronti di quest’ultimo, nessuno dei capigruppo di maggioranza osò appellarsi al reato di lesa maestà, come viceversa è accaduto innanzi alla semplice richiesta di convocazione del consiglio comunale sul tema da parte del gruppo Vibo Unica».

Il riferimento è evidentemente all’ultimatum formulato a suo tempo dal senatore Giuseppe Mangialavori, che aveva chiesto una decisa svolta nella gestione del settore. Per l’Udc «un’azione politica di chi amministra, che voglia sforzarsi di assecondare l’appello senatoriale ad una netta “inversione di rotta”, non può soffermarsi a lungo sul recente passato ma deve, necessariamente, misurarsi col presente ed individuare le soluzioni per il futuro. Purtroppo per i cittadini, non vanno in questa direzione gli atti, le dichiarazioni ed i fatti di questo ultimo periodo. Infatti, mentre il 12 Luglio il sindaco (assessore all’Ambiente), a mezzo stampa rassicurava maggiori servizi per un migliore decoro urbano, il 21 agosto certificava il proprio fallimento asseverando con atto di Giunta che la città era ancora cosparsa “di sacchetti di immondizia” e, con lo stesso atto, impropriamente, si diffidava la ditta. Si poneva in essere ,così, un atto di pura gestione, non di competenza dell’Organo esecutivo, anche inefficace ex lege, prevedendo il capitolato d’appalto esclusivamente le modalità della contestazione delle inadempienze contrattuali. Ancor prima, con delibera n. 159 dell’11 luglio 2018, la Giunta, con nuova intromissione nella gestione, aveva deciso di “compensare” con la ditta le penali per mancati servizi con un servizio di bonifica delle aree, peraltro non elencate. Così facendo, si è trasformato in onerosa compensazione un servizio che per contratto (art. 25 del capitolato d’appalto igiene ambientale) era già a carico dell’appaltatore. Due indizi che, per quanto ci riguarda, dimostrano che i due ultimi assessori all’ambiente (Costa e Lombardo) si sono mossi in modo a dir poco superficiale. Condividiamo, quindi, la necessità che in sede istituzionale gli stessi chiariscano a che punto si trova la conferenza dei servizi per la realizzazione dei centri di raccolta e delle isole ecologiche accordati dalla Regione con bando europeo; il criterio attraverso il quale la necessità di reperire risorse finanziarie per fronteggiare l’emergenza rifiuti, già nota all’assessore all’Ambiente Lombardo dal mese di maggio, sia stata dall’amministrazione sacrificata rispetto alla richiesta di mutuo per il completamento del teatro, come quantificato dall’ufficio Lavori pubblici guidata dallo stesso assessore; perché non è stato mai rispettato il capitolato d’appalto nella parte in cui si prevede, a carico dell’appaltatore, l’installazione di videocamere di sorveglianza collegate con la centrale di polizia municipale. Oltre a questo, se non chiediamo troppo, rimaniamo in attesa di risposte sull’avvio dei lavori del progetto “Maione” nel quartiere Pennello e a Bivona. Confidiamo che i capigruppo di questa maggioranza sappiano assumersi responsabilità politiche, senza ricorrere, ancora una volta, alla strategia dell’arrocco del sindaco, valida a scacchi ma non in politica, dove il dibattito ed il confronto costituiscono il sale della democrazia».

A riprova del fatto che non si parla solo di decoro urbano, a margine delle due note arriva proprio quella del capogruppo di Vibo Unica Claudia Gioia che, manco a dirlo, esprime apprezzamento per la posizione dei centristi e dei sovranisti. Piena sintonia dunque sul problema ma, soprattutto, sulle prospettive politiche. «Apprezziamo – annota la Gioia – le parole espresse dal comitato cittadino dell’Udc che richiamano l’iniziativa intrapresa dal gruppo Vibo Unica nei riguardi dell’attuale amministrazione comunale. Tale posizione, unitamente a quella espressa da Salvatore Bulzomì, coordinatore provinciale del Movimento Sovranista, sono un segnale inequivocabile dell’esigenza di costruire un percorso di discussione e confronto al fine di individuare soluzioni e proposte per porre rimedio ad una situazione drammatica in cui versa il territorio».

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