Primarie e veleni nel Pd vibonese, Molè non ci sta: «Pizzo modello di trasparenza»

Non accenna a placarsi la polemica intorno alle consultazioni interne del Partito democratico. Il segretario napitino contesta Rizzo e accusa Monteleone, braccio destro di Censore 

Non accenna a placarsi la polemica intorno alle consultazioni interne del Partito democratico. Il segretario napitino contesta Rizzo e accusa Monteleone, braccio destro di Censore 

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«La trasparenza e l’onestà che ha tenuto il circolo di Pizzo per lo svolgimento delle primarie dovrebbe essere di esempio per altri circoli. Non permetto a nessuno di fare insinuazioni per cercare di nascondere qualcosa che si è abituati a fare». Non accennano a placarsi le polemiche seguite alla celebrazione delle primarie del Partito democratico nel Vibonese. Raffaello Molè, segretario del circolo Pd di Pizzo nonché componente della Commissione provinciale di garanzia per il congresso, non accetta che la sezione da lui guidata venga inserita tra quelle che il presidente della commissione, Sergio Rizzo, cita tra i seggi “ritardatari” che hanno consegnato i registri a pochi minuti dall’inizio della riunione per la validazione dei risultati. Molè, che nell’occasione ha ricoperto anche il ruolo di presidente di seggio, spiega che «le schede votate sono state consegnate a Benito Monteleone (anch’egli membro della commissione di garanzia, ndr) che ha assistito a tutte le operazioni di voto dalle ore 8 alle 20.35 e non si è voluto portare i registri con l’elenco degli elettori». Lo stesso Molè ha, a margine delle consultazioni, inviato una lunga lettera ai presidenti della commissione provinciale e regionale per il congresso, chiedendo di mettere a verbale e di tramettere agli organi superiori le sue dichiarazioni in ordine alla mancata trasparenza delle operazioni di voto e di verbalizzazione in alcuni comuni. Nel fare ciò, Molè cita elementi tali da «indurre a ritenere esistenti chiare irregolarità e possibili rischi di falsificazione dei dati» ed elenca le note del deputato Antonio Viscomi in cui si lamenta la mancata consegna del registro degli elettori di San Calogero, chiedendo l’annullamento del voto in quel comune, e la richiesta, vana, dell’elenco degli elettori di Tropea, Fabrizia, Acquaro, Polia, Sorianello. A questo Molè aggiunge la mancata consegna alla commissione, ancora alle ore 1 del 4 marzo, dei verbali, delle schede e dei registri relativi ai seggi di Acquaro, Fabrizia, Polia, Sorianello, lamentando «l’evidente disorganizzazione delle operazioni elettorali, naturalmente tale da non impedire eventauli interventi di aggiustamento del voto in fase successiva e quindi in violazione di qualunque criterio di trasparenza». Circostanze che, a parere di Molè, «non consentono di approvare le operazioni di voto ed anzi impongono di richiedere agli organismi superiori l’annullamento delle operazioni elettorali per i seggi per i quali non sono stati comunicati in modo immediato i risultati o sono stati comunicati con modalità tali da non consentire la tempestiva valutazione e asseverazione dell’esito elettorale».   

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