Pd, la decisione è ufficiale: alle comunali con Luciano e col simbolo

Documento dell’assemblea cittadina: fuori i sovranisti «sotto ogni forma». Solo Romeo si oppone alla linea censoriana

Documento dell’assemblea cittadina: fuori i sovranisti «sotto ogni forma». Solo Romeo si oppone alla linea censoriana

Informazione pubblicitaria
Il tavolo di presidenza dell'assemblea
Informazione pubblicitaria

Pronostico rispettato: Stefano Luciano diventa ufficialmente il candidato del Partito democratico alle comunali del 26 maggio. L’assemblea cittadina, dopo un dibattito durato più di tre ore, ha scelto di appoggiare l’ex presidente del consiglio e le sue liste civiche. In coalizione l’unico simbolo ammesso sarà quello dei dem. O almeno, questa è la richiesta contenuta nel documento elaborato al termine della discussione, alla quale erano presenti, tra gli altri, il dirigente regionale Giovanni Puccio e il deputato Antonio Viscomi. È capitolata la resistenza interna, con i “ribelli”, da Pino Ceravolo a Totò Iannello a Teresa Esposito, che si sono adeguati alla linea maggioritaria, rappresentata in prima persona da Bruno Censore e Michele Mirabello. L’unico ad avere fatto “storie”, dando coerenza a quanto sostenuto nelle ultime settimane, è stato il presidente provinciale Enzo Romeo, che ha pure abbandonato in anticipo l’assemblea quasi in concomitanza con la proposta del segretario provinciale Enzo Insardà di far partecipare anche Luciano al dibattito. Ma sarà stata una coincidenza.

Informazione pubblicitaria

Quattro i punti messi nero su bianco nel documento approvato all’unanimità dei presenti. Il primo: partecipiamo alle elezioni «nell’alleanza civica denominata “Vibo Unica”, che ha come rappresentante l’avvocato Stefano Luciano, designato candidato sindaco». Il secondo: «In detta alleanza il Pd sarà l’unico partito presente e riconosciuto con il suo simbolo». Il terzo: «Il candidato sindaco si fa garante che non saranno ammessi simboli che richiamano elementi riconducibili al sovranismo e al leghismo sotto nessuna forma; non potranno essere inoltre candidati esponenti di detti movimenti e partiti essendo il Pd alternativo in nome e per conto dei valori della Resistenza e della Costituzione repubblicana cui intende richiamarsi e uniformare la sua azione politica anche nell’alleanza con “Vibo Unica” e nell’indicazione del dr. Luciano Stefano». Il quarto ed ultimo, e forse più importante nell’ambito delle dinamiche di coalizione: «Nel caso in cui i punti 2 e 3 non potranno essere preliminarmente definiti e assicurati, il Pd si presenterà alle elezioni amministrative con il suo simbolo e un suo candidato a sindaco individuato tra i suoi dirigenti». 

Queste le condizioni del Pd, già anticipate sui media in questi giorni dai dirigenti a cominciare dal commissario regionale Stefano Graziano. Ora toccherà a Luciano accoglierle, se lo ritiene, e dare il benservito ai dirigenti del Movimento nazionale per la sovranità, ovvero a coloro che per primi avevano puntato su di lui anche a costo di strappare col resto del centrodestra. Che pacco…

LEGGI ANCHEComunali a Vibo, la sinistra si sgretola e si “piega” al Pd

Sostegno a Luciano, Mirabello invita i ribelli Pd a deporre le “armi”

Comunali a Vibo, Insardà replica a Bevilacqua: «Non è un interlocutore del Pd»

Bevilacqua: «Noi ci siamo dall’inizio, il Pd non faccia finta di non saperlo»