martedì,Novembre 30 2021

Comune di Vibo, la Corte dei Conti boccia il Piano di riequilibrio finanziario: l’ente va in dissesto

Respinto dalla magistratura contabile il documento presentato dall’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Maria Limardo, nell’agosto del 2019

Comune di Vibo, la Corte dei Conti boccia il Piano di riequilibrio finanziario: l’ente va in dissesto
Palazzo Luigi Razza, sede del Comune
Maria Limardo

Il Comune di Vibo Valentia sprofonda nuovamente nell’incubo del dissesto finanziario. La Corte dei Conti di Catanzaro ha, infatti, bocciato il Piano di riequilibrio finanziario, presentato nell’agosto del 2019 alla magistratura contabile e al Ministero dell’Interno dall’attuale amministrazione comunale, guidata dal sindaco Maria Limardo, e dunque viene avviata la procedura di default. Il provvedimento ufficiale di respingimento è giunto stamattina in Comune tramite Pec. Obiettivo del documento, oramai respinto, era quello di evitare proprio un secondo e drammatico default dell’ente – a fronte di un disavanzo costituito da decine di milioni di euro – dopo quello già dichiarato nel giugno del 2013 dall’ex amministrazione guidqata dal sindaco Nicola D’Agostino e chiuso dalla commissione straordinaria di liquidazione dopo ben otto anni di lavoro sui conti pubblici dell’ente. [Continua in basso]

Maria Teresa Nardo, assessore al Bilancio

Tutto inutile, dunque. Cadono letteralmente nel vuoto gli sforzi finanziari fatti dall’esecutivo Limardo per cercare di scongiurare il fallimento economico-finanziario del Comune. Neanche la nomina dell’assessore al Bilancio di Maria Teresa Nardo, docente dell’Unical e sulla quale l’amministrazione aveva puntato molto se non tutto, alla fine è servita granché. Anzi, il documento predisposto da quest’ultima, che ha lavorato (cambiandolo) sul testo lasciato in dote dal commissario Giuseppe Guetta (alla guida dell’ente da febbraio a maggio 2019) con l’ausilio degli uffici finanziari competenti di Palazzo Luigi Razza, non ha per nulla convinto i magistrati contabili del capoluogo di regione che hanno respinto, evidentemente, nel merito il testo. Tradotto meglio: le misure contenute nel Piano di riequilibrio per ripianare il debito sono state considerate evidentemente insufficienti se non, addirittura, poco praticabili per il Comune.

Le prime conseguenze

Naturalmente con l’avvio della procedura di dissesto finanziario, al Comune cambieranno molte cose: la prima diretta conseguenza è che Palazzo Luigi Razza sarà di fatto commissariato da una nuova terna che gestirà le attività di bilancio in attesa che arrivi in consiglio comunale il Bilancio stabilmente riequilibrato (ossia completamente ripulito da pendenze finanziarie) per essere approvato. L’ente, inoltre, non potrà fare nuove assunzioni (se non chiedendo la deroga al Ministero), sarà costretto a mantenere i tributi al massimo dell’aliquota prevista e cadranno subito tutti i contratti attualmente in corso con gli esterni. Ma il default potrebbe portare anche ad una inevitabile compressione dei servizi generali erogati. Questo nella misura in cui tutto ciò che è aggiuntivo ai suddetti servizi (ma da un lato anche necessario) sarà, verosimilmente, eliminato. Al Comune di Vibo Valentia, insomma, accade la stessa procedura che si mette in campo quando un’impresa privata fallisce e si insediano i commissari liquidatori. L’unica differenza è che essendo un ente pubblico il Comune non potrà estinguersi, al contrario dell’impresa privata. [Continua in basso]  

Le reazioni

Il primo e durissimo commento sulla vicenda arriva da Stefano Luciano, capogruppo consiliare del Partito democratico al Comune capoluogo: «Per come avevamo previsto, il Piano di riequilibrio dell’amministrazione Limardo è stato bocciato dalla Corte dei Conti ed il Comune andrà in dissesto finanziario. Anche se sono all’opposizione non gioisco perché è un danno enorme per la città ma ho il dovere ancora una volta, di ribadire, che questo sindaco non è capace di amministrare e dovrebbe dimettersi per dare corso ad una nuova stagione», conclude Stefano Luciano.

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