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La Corte dei Conti e le responsabilità politiche del disastro finanziario del Comune di Vibo. Chi paga?

I giudici contabili non fanno sconti e bocciano tutte le amministrazioni di centrodestra che si sono succedute dal 2010 ad oggi guidate dai sindaci Nicola D’Agostino, Elio Costa e Maria Limardo. Modus operandi in perfetta linea di continuità con previsioni fuori dalla realtà e dati inattendibili approntati dall’attuale giunta comunale che in soli due anni porta ad un ulteriore deficit di 19 milioni di euro

La Corte dei Conti e le responsabilità politiche del disastro finanziario del Comune di Vibo. Chi paga?
Giuseppe Mangialavori e Maria Limardo
Il senatore di Forza Italia Giuseppe Mangialavori e Maria Limardo

Dichiarazione di secondo dissesto finanziario consecutivo dietro l’angolo per “Palazzo Luigi Razza” dopo la sonora bocciatura del Piano di riequilibrio finanziario da parte della Corte dei Conti. Un Piano approntato dall’amministrazione guidata dal sindaco Maria Limardo con dati – secondo i giudici contabili – “inattendibili” e “non veritieri” che la dicono lunga sulla distanza fra le dichiarazioni di intenti rilasciate in questi mesi dal primo cittadino e la realtà. Gli amministratori comunali, sindaco in testa, dovranno decidere ora se convocare il Consiglio comunale e dichiarare il secondo dissesto finanziario dell’ente oppure impugnare la decisione della Corte dei Conti. Un’eventualità, quest’ultima, tutta in salita perchè sono tanti e tali i rilievi dei giudici contabili (e tutti motivati punto per punto) che diviene praticamente impossibile ribaltarli nel loro complesso. La matematica, del resto, non è un’opinione e i rilievi mossi dalla Corte dei Conti pesano come macigni sul modus operandi dell’attuale amministrazione comunale in perfetta linea di continuità con le precedenti, sempre a guida centrodestra. Per i giudici contabili, infatti, rispetto al risultato di amministrazione del 2018 (giunta del sindaco Elio Costa) che si attestava a -13.489.433,72 euro (risultato quest’ultimo che ha causato il ricorso al Piano di riequilibrio finanziario pluriennale), nel 2020 la gestione finanziaria del Comune di Vibo ha registrato un ulteriore deficit di -19.111.472,03 euro”. In soli due anni, quindi, l’amministrazione guidata dal sindaco Maria Limardo peggiora i conti di ben 19.111.472,03 euro. [Continua in basso]

Le responsabilità

Nicola D’Agostino

Sono chiarissimi i giudici contabili quando nella loro decisione spiegano infatti che il primo dissesto finanziario è stato dichiarato dal Consiglio comunale di Vibo il 21 giugno 2013, quindi sotto l’amministrazione di centrodestra guidata dall’allora sindaco Nicola D’Agostino. Il 7 novembre 2014 è stato poi approvato dal Consiglio comunale dell’epoca il Bilancio stabilmente riequilibrato per l’anno 2013.

Il sindaco Elio Costa
Elio Costa

Nel 2016 la giunta comunale guidata dall’allora sindaco Elio Costa – su proposta dell’Organo straordinario di liquidazione – ha aderito all’adozione della procedura semplificata e nell’esercizio del 2017 ha ottenuto dal Ministero dell’Interno una prima anticipazione di 7.195.777,70 euro, somma da restituire in rate costanti semestrali per la durata di vent’anni. “Nonostante ciò – sottolinea la Corte dei Conti – il 18 dicembre 2018 l’Organismo straordinario di liquidazione comunicava al Comune la necessità, per poter liquidare la massa passiva, di un ulteriore fabbisogno finanziario pari a 7.574.732,95 euro”.

Il 6 marzo 2019 il Comune di Vibo, peraltro, chiedeva al Ministero dell’Interno l’ulteriore somma richiesta dall’Organismo straordinario di liquidazione. Somma erogata il 24 settembre 2019 (l’amministrazione Limardo si è insediata il 3 giugno 2019) – quindi in epoca successiva al Piano di riequilibrio finanziario presentato dall’attuale giunta comunale – per un importo pari a 3.507.370,82 euro.

Nonostante fosse stata attivata nel 2013 (amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Nicola D’Agostino) la procedura di dissesto finanziario – spiegano ancora i giudici contabili –, con la delibera del Consiglio comunale del 29 maggio 2018 (amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Elio Costa) di approvazione del rendiconto 2017, il Comune quantificava la parte disponibile del risultato di amministrazione in (leggasi meno) -10.360.510,88 euro, con un ulteriore disavanzo, rispetto a quello atteso dal riaccertamento straordinario dei residui, pari a 8.058.384,75 euro (risultato atteso -2.302.125,51 euro).

Il Comune di Vibo decideva così di “ripianare tale ulteriore disavanzo – indicato erroneamente in 7.770.488,61 euro – in ragione del decreto ministeriale del 2 aprile 2015, nei modi ordinari e quindi a decorrere dall’esercizio finanziario del 2018 e per i successivi esercizi 2019 e 2020. “Già in tale circostanza – sottolinea la Corte dei Conti – il Comune di Vibo sottostimava il debito da ripianare, certificandolo in 7.770.488,61 euro in luogo di 8.058.384,75 euro”. [Continua in basso]

Il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario

Il Comune di Vibo, pertanto, faceva ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario con delibera del commissario straordinario del 30 aprile 2019, trasmessa alla Corte dei Conti il 14 maggio 2019. Il Consiglio comunale di Vibo (siamo già all’amministrazione Limardo) con delibera del 5 agosto 2019 approvava quindi il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale della durata di 15 anni, stimando in 24.495.227,98 euro la massa passiva da riequilibrare.

Le misure di risanamento individuate dal Comune sono state ora bocciate dalla Corte dei Conti, avendo gli amministratori comunali sottostimato il disavanzo maturato. Secondo i giudici contabili, infatti, la parte di risultato disponibile di amministrazione all’1 gennaio 2015 “avrebbe dovuto essere almeno pari a -35.193.173,01 euro e non a 2.557.917,241 euro, con un onere latente dell’importo di -19.011.905,57 euro e un extra deficit di 16.181.267,44 euro di cui 341.055,64 euro già ripianato negli esercizi 2015/2018. Residuava, pertanto, un extradeficit da recuperare pari a 15.840.211,86 euro di cui 9.138583,77 euro, anziché 2.261.861,682 come indicato dal Comune di Vibo, avrebbero dovuto gravare sul Piano di riequilibrio finanziario”.

Il cronoprogramma del rientro dell’intero disavanzo di amministrazione, approntato dal Comune di Vibo, ad avviso della Corte dei Conti non corrisponde “al criterio di ragionevolezza ed attendibilità delle previsioni”, non essendo corretti neppure la gestione dei residui passivi di conto capitale ed essendo peggiorato anche il risultato di amministrazione conseguito nel 2019.

Il sindaco di Vibo Maria Limardo e la risposta dei giudici

Maria Limardo

Nella decisione della Corte dei Conti si legge che il sindaco di Vibo “avv. Maria Limardo ha richiamato le azioni poste in essere dall’Ente negli ultimi due anni, sottolineando le difficoltà socio-ambientali in cui il Comune opera, chiedendo alla Sezione della Corte dei Conti una valutazione sul punto anche in considerazione del fatto che un secondo dissesto – ha spiegato il primo cittadino – non risolverebbe in alcun modo la situazione di squilibrio in cui versa l’ente”.

La congruità e la sostenibilità del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale approvato dal Comune di Vibo nell’agosto 2019 è stata tuttavia bocciata sonoramente dalla Corte dei Conti perché tutte le misure individuate dall’ente e dall’amministrazione guidata dal sindaco Maria Limardo non sono in grado di condurre il Comune di Vibo Valentia ad una stabile condizione di equilibrio finanziario. E i giudici fanno anche qualche esempio lampante: nel Piano di riequilibrio finanziario pluriennale “il Comune di Vibo dal 2025 espone l’andamento delle entrate e delle spese di parte corrente sempre della stessa consistenza, sintomatico non di una visione prognostica dei fattori positivi e negativi della gestione – sottolineano i giudici contabili – ma di una mera quadratura numerica finalizzata a rappresentare il raggiungimento dell’equilibrio”. [Continua in basso]

Le contraddizioni del Comune sul Personale

Il Comune di Vibo, inoltre, al fine di conseguire la riduzione delle spese fisse a carico dell’ente, nel Piano di riequilibrio finanziario pluriennale aveva previsto il contenimento della dinamica retributiva ed occupazionale del personale di “palazzo Luigi Razza”. Tuttavia, la Corte dei Conti evidenzia che “il Piano di fabbisogno del personale 2021/2023 è ancora in corso di perfezionamento e l’ente ha riferito di aver esternalizzato il servizio della gestione economica, il cui costo annuo ammonta a 37.600,00 euro. Ancora, il Comune di Vibo, a seguito di richiesta istruttoria integrativa della Corte dei Conti sul Piano di riequilibrio finanziario all’esame, ha chiesto alla Corte una proroga dei termini assegnati motivata anche dalla grave carenza di personale assegnato al servizio di Ragioneria. Ciò – concludono i giudici contabili – lascia perplessi pure sulla gestione del personale adottata dall’ente”.

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