domenica,Settembre 26 2021

Elio e le storie tese

L'azione amministrativa di Elio Costa rimane ancora ferma al palo. "La città che vorrei" si conferma solita utopia da elezioni. Tre esempi: ambiente e decoro urbano (Parco Urbano e Foro Boario), politica interna (partiti si o no?) e sequestro della rete idrica (la magistratura detta i tempi).

Elio e le storie tese

L’ultima volta che il sindaco Elio Costa parlava ai giornali, con aria di giubilo e orgoglio sosteneva il suo mito per via della classifica annuale del “Sole 24Ore” che lo vedeva migliorato (52 per cento), come indice di gradimento tra i primi cittadini, al secondo posto in Calabria. Un merito fittizio, visto che dopo 6 mesi di governance chiunque mantiene alto il proprio profilo. Anzi, nel suo caso nemmeno più di tanto dal momento in cui la sua percentuale era aumentata di un misero 1 per cento. Addirittura il tanto vituperato Nicola D’Agostino al primo anno di amministrazione era più alto, con il 56 per cento e il tredicesimo posto in Italia. Ora, indipendentemente dalle estemporanee classifiche, ciò che dovrebbe essere il vero merito di un sindaco è il lavoro sul campo, nella quotidianità. Questo grande progetto de “La città che vorrei” è inesistente nei fatti. La città e le sue frazioni non stanno godendo di nessun beneficio, di nessuna innovazione.

AMBIENTE – Un caso su tutti: il Parco Urbano. A volte chiuso, a volte aperto, di sicuro sempre sporco. Si sta perdendo tempo, perché non si riesce a trovare una soluzione per l’affidamento dei lavori di pulizia. Anzi, il bando per l’affidamento a terzi c’è e scade l’11 aprile. Il Comune, pertanto, ha inteso sbarazzarsi per 9 anni del polmone verde della città per la modesta cifra di 1000 euro annui. Un’area di 8 ettari il cui unico lucro delle società partecipanti sarà quello derivato da un gabbiotto di 50 metri quadrati al cui interno si faranno panino e porchetta. E, nell’attesa dell’apertura delle buste, il Parco Urbano rimane abbandonato. In effetti, perché pulire e mantenerlo decoroso se poi verrà dato a gestori privati? Altri parchi della città sono egualmente abbandonati. La questione rifiuti, poi, non è ancora migliorata. La ricetta “Scuticchio” è lenta. Pare che il sistema di raccolta differenziata sia iniziato nelle frazioni, ad eccezione di Vibo Marina. A Vibo dovrebbe essere iniziata a Moderata Durant. Tutto molto lento e tutto molto sporco. Per non parlare, poi, della situazione a generale a Vibo Marina. Tra fogne che si rompono e allagamenti continui ad ogni minima pioggia la situazione è rimasta sostanzialmente la stessa, se non peggiore, di quando al Comune c’era D’Agostino. Per non parlare della vergogna del Foro Boario, utilizzato “a Costa insaputa” come stoccaggio temporaneo di rifiuti, ma ben presto divenuto una vera e propria discarica a cielo aperto.

POLITICA – Elio Costa del civismo ne ha fatto una ragione di vita. Lui da solo però. Perché la sua maggioranza è (quasi) tutta legata ad uomini politici fuori dal palazzo. Il caso Schiavello, poi, ha dell’assurdo. Il sindaco pare non sapesse nulla dell’entrata in maggioranza dell’ex assessore della giunta D’Agostino. In una notte tutti hanno sconfessato tutti. Totò Schiavello alla fine si è tirato fuori a seguito della querelle nata dal grossolano “misunderstanding”, confidando alla stampa la sua incredulità perché sarebbero stati – a suo dire – proprio parte dei sodali di Costa a chiedergli di entrare nella squadra. Una squadra, quindi, allo sbando con un Elio Costa, appoggiato amabilmente dal suo colonnello prediletto Raimondo Bellantoni, ancora una volta vittima del suo stesso atteggiamento padronale e contemporaneamente lontano dagli ideali comuni della – appunto – squadra. Perché delle due l’una: o Costa è davvero politicamente incompetente o rischia davvero le pugnalate alle spalle dei soliti “fratelli coltelli”.

GIUDIZIARIA – La Procura nei giorni scorsi ha sequestrato la rete idrica fognaria di alcune zone del Comune di Vibo Valentia. Certo, non è colpa di Elio Costa se a Vibo da 40 anni si sversa illegalmente nelle condotte e nei fiumi. E non è nemmeno colpa sua se esiste da sempre la commistione tra acqua bianche e acque nere. Ma dopo il primo grande allarme dato dalla voragine di via Carlo Parisi, con il conseguente sopralluogo fatto dal capo della Prociv Carlo Tansi, che non ebbe remore a definire la situazione come “una bomba ad orologeria”, ci si chiede: ma se non fosse intervenuta la magistratura, Costa avrebbe continuato con l’immobilismo? Dalla sua bocca ogni qualvolta gli si parla di fogne esce una sola parola: progetto Maione. Un’opera, portata a compimento dalla giunta D’Agostino, che nelle più rosee aspettative avrebbe dovuto finalmente eliminare gli atavici problemi delle rete idrico-fognaria e su tutti proprio la commistione delle acque. Ma, ad oggi, niente di tutto questo è stato fatto. E’ stato però certamente mappato e monitorato l’intero circuito. Ed è possibile che non si sia visto quello che anche ad occhio nudo si percepisce in maniera palese? Adesso, per far partire i lavori il Comune mancava di soldi liquidi per dare il “la”, tanto che poi era intervenuta la Regione per coprire i mutui. “Tali lavori sono fondamentali – scriveva Costa nel programma elettorale de “La Città che vorrei” – per evitare il riversamento nei torrenti che arrivano a mare di acque miste a liquami fognari e per non dilavare gli impianti dopo ogni pioggia”. E continuava: “Appare del tutto superfluo rilevare che, anche quando fossero stati eseguiti i lavori previsti nel progetto Majone, non sarebbe stato egualmente possibile impedire che si riversassero a mare – attraverso il fosso Sant’Anna – il percolato e i cumuli di immondizia , rimasti per tanto tempo nel 2014 per le strade a Vibo”. Ancora, in conclusione: “E’ nostra intenzione esercitare il massimo controllo sul corretto adempimento degli obblighi derivanti dal contratto di raccolta con conferimento al sistema previsto per la pulizia delle strade ed ai tempi di raccolta rifiuti, con eventuale rimodulazione del contratto e previsione di penali nell’ipotesi di ritardi”.

In pratica, tutto ciò che non si è mai fatto e che magari inizierà adesso solo perché la magistratura a Vibo Valentia è chiamata ad amministrare pure la politica. Elio Costa compreso.

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