domenica,Febbraio 5 2023

Autonomia differenziata, Lo Schiavo: «A rischio il patto di solidarietà nazionale»

Il consigliere regionale interviene sulla riforma: «Senza una solidarietà nazionale una regione povera come la Calabria potrà essere solo ancora più povera»

Autonomia differenziata, Lo Schiavo: «A rischio il patto di solidarietà nazionale»
Un intervento di Lo Schiavo in Consiglio regionale

«Nei prossimi mesi il Consiglio regionale della Calabria dovrà affrontare forse una delle questioni più importanti del regionalismo italiano dal 1970 ad oggi: l’autonomia differenziata. Molte Regioni del Nord hanno chiesto di avere più funzioni ad esse delegate e quindi maggiore autonomia su una serie di settori strategici fondamentali per la vita dei cittadini. Il rischio è che si aprano ulteriori divari tra regioni ricche e regioni povere del Paese, come nel sistema scolastico o in quello sanitario. Su questa battaglia le Regioni del Sud devono fare fronte comune. Io ho chiesto al presidente Occhiuto di fare sua la difesa dei diritti dei cittadini e la perequazione tra le Regioni e che questi concetti vengano cristallizzati in una posizione netta dalla quale discende poi ogni ulteriore discussione». [Continua in basso]

Lo afferma il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo intervenendo nel dibattito sulla riforma dell’autonomia differenziata, aggiungendo: «Il tentativo di alcune regioni ricche di trattenere sul proprio territorio il gettito fiscale che lì si ottiene non è altro che un modo per rompere il patto di solidarietà e di unità nazionale. Occhiuto, in quanto esponente di primo piano di un partito della maggioranza di centrodestra che governa il Paese, deve quindi utilizzare la filiera istituzionale di cui gode per mettere un freno ai suoi alleati di Governo, e in particolare alla Lega, rispetto a questi temi. Non possiamo permetterci una scuola su base regionale o una sanità regionale e infrastrutture regionali. Questo per un dato evidente e ben preciso: senza una solidarietà nazionale una regione povera come la Calabria potrà essere solo ancora più povera e sganciata dalla locomotiva del Paese. Non è meridionalismo stanco o il solito piagnisteo meridionale, bensì una questione di diseguaglianze, di diversi diritti di cittadinanza che dobbiamo scongiurare a tutti i costi. Su questo aspetto, il Consiglio regionale calabrese deve far sentire fino in fondo la propria voce. Se il presidente Occhiuto svestirà i panni di leader politico del centrodestra di Governo e tutelerà i diritti dei calabresi, noi saremo con lui; se, al contrario, romperà il fronte delle regioni del Meridione e quindi, indirettamente, aprirà una falla, facendo passare senza opporsi la secessione delle regioni ricche, noi faremo una protesta forte sia in Consiglio regionale che in tutta la società calabrese». 

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