Degrado marino, Lo Bianco: «Così la Regione spreca il nostro “oro”»

Il coordinatore vibonese di Fratelli d’Italia offre il suo punto di vista sul problema spronando le istituzioni competenti ad adottare politiche più efficaci

Il coordinatore vibonese di Fratelli d’Italia offre il suo punto di vista sul problema spronando le istituzioni competenti ad adottare politiche più efficaci

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«La nostra una regione, per posizione geografica e per la bellezza delle coste, è principalmente votata al turismo, ma in molti comuni regna una cattiva gestione dei depuratori e in molti altri vi è una vera e propria assenza. Come ogni anno, da luglio in poi incalzano le richieste e segnalazioni riguardanti lo stato del mare, per poi arrivare a fine agosto e dimenticare il fenomeno come se nulla fosse accaduto».

È quanto asserisce in un comunicato stampa il coordinatore vibonese di Fratelli d’Italia, Anthony Lo Bianco, intervenendo sulla questione che, da qualche giorno, preoccupa quanti si recano lungo le coste vibonesi per gli abituali bagni estivi.

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Per Lo Bianco: «sono fiumi e torrenti a portare in mare un contributo rilevante di inquinamento, non si tratta solo di rifiuti industriali, infatti una parte crescente di inquinamento negli ultimi decenni deriva dall’agricoltura. Azoto e fosforo, contenuti nei concimi chimici, contribuiscono – secondo il coordinatore di FdI – a far proliferare le alghe in modo abnorme, così da ridurre l’ossigeno all’acqua e soffocare l’attività biologica. Ovviamente – spiega – non conosco la reale causa di questo inquinamento , visti anche i troppi scarichi abusivi che sfociano nel nostro mare, senza dimenticare poi i fanghi residui dei depuratori. Sono convinto però che senza una attenta programmazione, la svolta, che tutti i cittadini aspettano non ci sarà».

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C’è però, secondo Lo Bianco, un atteggiamento «scoraggiante da parte della Regione Calabria che affronta il grave stato di inquinamento marino con controlli insufficienti sui quasi azzerati impianti di depurazione attivi e una totale assenza di sicurezza sui torrenti e fiumi divenuti ormai aree di scarico per materiali inquinanti, trasformando così la nostra regione in un luogo abbandonato. Non voglio effettuare una critica gratuita ma il mio intento è quello di spronare i vari organi regionali ad avviare iniziative di controllo per sconfiggere all’origine il verificarsi di problematiche, come l’inquinamento, che distruggono sul nascere ogni volontà da parte dei turisti e compromette ogni possibilità di rilancio delle bellezze della nostra regione».

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