venerdì,Luglio 12 2024

Vibo e la Corte dei Conti, il sindaco: «Orgogliosissimi del lavoro fatto, errori da Viminale e commissario»

Il primo cittadino – assente l’assessore al bilancio – rivendica le proprie scelte e preannuncia il volo a Roma per salvare una città che «non riuscirà più a garantire i servizi essenziali». La sentenza a suo avviso non individua responsabilità, anche se i giudici contabili hanno detto cose diverse

Vibo e la Corte dei Conti, il sindaco: «Orgogliosissimi del lavoro fatto, errori da Viminale e commissario»

Il Piano di riequilibrio finanziario pluriennale adottato dal Comune e dichiarato inammissibile dalle Sezioni riunite dalla Corte dei Conti? “Colpa del commissario prefettizio Guetta e del Ministero dell’Interno”. L’assenza dell’assessore comunale al Bilancio Maria Teresa Nardo? “Impegno programmato da tempo all’estero e se non c’è non c’è. Però ci sarà probabilmente a Roma”. Parola del sindaco di Vibo Valentia Maria Limardo che, incassate alcune rimostranze da parte della stampa sulla mancata presenza dell’assessore, ha ammesso che forse ha sbagliato a convocare una conferenza subito dopo la sentenza. “Però non potevamo partire per Roma – ha fatto sapere – senza che i cittadini venissero informati dal sindaco sulla reale situazione del Comune che non può essere affidata alla sola stampa ma ha bisogno di spiegazioni dirette da parte del primo cittadino”.

La sentenza delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti, dunque? “Una sentenza innovativa che non attribuisce responsabilità a nessuno perchè si è seguito un procedimento originariamente sbagliato”. E perché lo si è seguito da parte della sua giunta invece di revocare la delibera del commissario prefettizio ritenuta sbagliata? Mistero. E chi ha sbagliato, quindi? Il Ministero dell’Interno, ovvio. E, prima ancora, il “famigerato” commissario Guetta. “Probabilmente abbiamo sbagliato pure noi a proseguire su questa strada – ha spiegato una combattiva Maria Limardo – ma nel corso della procedura abbiamo chiesto al Ministero un intervento straordinario e il Viminale ci ha invitato a seguire la strada del riequilibrio”.

E quindi, ad avviso del primo cittadino, neanche il Ministero dell’Interno si sarebbe accorto di nulla “e ciò significa una cosa – ha tuonato Maria Limardo – : che non ci sono imputazioni di responsabilità nella sentenza, che è anzi un verdetto destinato a cambiare il quadro normativo e a dettare “legge” per tutti gli altri enti locali d’Italia”. Ed ecco, così, che nell’ottica del primo cittadino, la sua missione a Roma programmata per giovedì diventa importante, oltre che per Vibo, “anche per tutti gli altri Comuni d’Italia nelle stesse condizioni finanziarie”. Vibo come capofila di situazioni nuove e impreviste, dunque. Il sindaco ci crede e di conseguenza si domanda: perché Vibo non deve essere salvata al pari di altre città italiane? Anche perché Vibo (Maria Limardo dixit) “ha un assessore al Bilancio (la docente Nardo, ndr) che è avanti ed avevamo segnalato per tempo al Ministero dell’Interno, nel corso della procedura, che quella del Piano di riequilibrio non era la soluzione giusta per la nostra situazione finanziaria, tanto da chiedere un intervento straordinario”.

Per Maria Limardo, insomma, nonostante la bocciatura da parte della Corte dei Conti, non essere andati per la seconda volta in dissesto finanziario (anche se attualmente con un debito monstre difficile persino da quantificare ma comunque superiore ai 50 milioni di euro) “ha permesso al Comune di incamerare soldi per 17 milioni di euro per risanare il bilancio”. “Siamo orgogliosi, orgogliosissimi del percorso fatto sin qui ed anche del contenuto di questa sentenza – ha dichiarato la Limardo – perché dopodomani a Roma sulla base di questa sentenza diremo che non siamo più in grado di garantire i servizi essenziali. Dove li trovo i soldi per tappare le buche? Io questo dirò – ha concluso il sindaco – e cioè che non si può lasciare un capoluogo di provincia abbandonato a sé stesso dopo il lavoro immane fatto da noi in questi anni, altrimenti la città di Vibo sarà sempre condannata. Dobbiamo rivendicare la stessa scialuppa di salvataggio data a Roma, Napoli, Catania, Palermo, Reggio Calabria”.
Inutile dire che la sentenza delle Sezioni riunite della Corte dei Conti afferma cose differenti da quelle raccontate oggi dal sindaco (LEGGI QUI: La Corte dei Conti boccia il Comune di Vibo sul Piano di riequilibrio e segnala gravi illegittimità) ed individua talmente delle responsabilità per l’accaduto (anzi parla di “raggiro operato dal Comune di Vibo” e di “gravi violazioni di legge”) da trasmettere la sentenza “alle altre autorità giudiziarie – ha scritto la Corte dei Conti – competenti a colpire gli eventuali illeciti che tale condotta ha realizzato”. Ma tant’è, a Vibo ed a “palazzo Luigi Razza” così vanno le cose, in un comprensibile “gioco” degli equivoci dove anche le sentenze dei giudici contabili diventano interpretabili a seconda di come gira il vento.

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