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Comune di Vibo bocciato dalla Corte dei Conti, Luciano: «Sindaco smentito dai fatti e dalle norme»

Il consigliere di Azione mette in fila tutti gli errori giuridici e politici del primo cittadino Maria Limardo «che non riesce ad affrontare con serietà i problemi e la cui mancanza di assunzione di responsabilità causa ai cittadini un gravissimo danno»

Comune di Vibo bocciato dalla Corte dei Conti, Luciano: «Sindaco smentito dai fatti e dalle norme»
Il municipio di Vibo Valentia e, nei riquadri, Maria Limardo e Stefano Luciano

Come spesso è accaduto in questi anni, il sindaco non riesce ad affrontare con serietà i problemi della città e tenta di giustificare i suoi errori esponendosi pubblicamente attraverso ricostruzioni e dati non veritieri. Questo ha senza dubbio determinato nei suoi riguardi una perdita di credibilità che le ha provocato di conseguenza un’enorme perdita di consenso che è sotto gli occhi di tutti”. E’ quanto afferma il consigliere comunale di Azione Stefano Luciano. Occorre ora evitare polemiche inutili ed andare al merito delle considerazioni: nel corso della recente conferenza stampa tenuta dal primo cittadino dopo la pubblicazione della sentenza della Corte dei Conti che ha bocciato, per l’ennesima volta e senza riserve il suo operato in materia dei conti pubblici, quest’ultima ha espresso delle considerazioni non veritiere e senza fondamento giuridico. In particolare – ha spiegato Stefano Luciano – le considerazioni del sindaco sono le seguenti:

1) La responsabilità per l’adozione del Piano di riequilibrio finanziario bocciato non sono dell’amministrazione Limardo ma del commissario Guetta che ha amministrato il Comune per poco tempo dopo la caduta dell’ex sindaco Costa.

2) Il Comune di Vibo non è in dissesto finanziario

3) L’operato dell’amministrazione Limardo non viene censurato dalla Corte dei Conti ed è da ritenersi un operato di cui andare orgogliosi.

Tali considerazioni sono in realtà smentite dai fatti e dalle norme di diritto: quanto alla prima considerazione occorre evidenziare come il Piano di Riequilibrio bocciato sia stato adottato da questa amministrazione con delibera consiliare e non dal commissario Guetta che si è limitato solo a formulare una mera proposta. Il sindaco, nel valutare tale proposta, avrebbe dovuto studiare la normativa e di conseguenza rilevare l’inammissibilità del Piano e procedere alla sua revoca utilizzando le facoltà di cui all’art 243 bis del testo Unico degli Enti locali per come del resto, l’opposizione le aveva suggerito chiaramente in Consiglio comunale. Pertanto, come afferma la stessa Corte dei Conti, l’errore consiste nell’adozione del Piano che è riconducibile documentalmente solo all’amministrazione in carica e non al commissario. Anche la seconda considerazione non risulta veritiera. La Corte dei Conti a pagina 39 della sentenza afferma che sussistono nel Comune di Vibo i presupposti di cui all’art. 268 bis del TUEL che disciplina l’ipotesi in cui il sindaco debba procedere con la procedura di dissesto d’intesa con il ministro dell’Interno. Di fronte al dato normativo richiamato dai giudici contabili, come faccia il sindaco ad affermare il contrario non è dato sapere.

Infine, è certamente da smentire anche la terza considerazione. La Corte dei Conti, sempre a pagina 39 della sentenza fa esplicito riferimento all’art. 268 del TUEL che si applica qualora dagli accertamenti effettuati emergano addirittura ipotesi di reato. In altri termini, nella gestione dei conti del Comune di Vibo vi sono ipotesi di illeciti e responsabilità penali. Ora, a fronte di questo dato tecnico, non è possibile affermare, per come afferma il sindaco, che l’amministrazione abbia operato bene sui conti del Comune e che addirittura occorre essere orgogliosi per i risultati conseguiti perché questa considerazione si scontra con il dato tecnico-normativo cristallizzato in atti. In definitiva il sindaco è smentito dai fatti e dalle norme che hanno una evidenza oggettiva e non sindacabile. L’assenza di responsabilità del sindaco ha esposto tutti i cittadini ad un gravissimo danno ed ha esposto i consiglieri che hanno votato la manovra a responsabilità contabili personali. Una volta circoscritte, per come dovuto, le enormi responsabilità e gli errori del sindaco, preciso con chiarezza – conclude Luciano – che per il bene della città mi auguro anche io che il Governo centrale possa intervenire per sanare la situazione contabile di Vibo per evitare la dichiarazione di dissesto ed invito contestualmente anche le forze di maggioranza ad aprire una riflessione sullo stato della città che non è più tollerabile”.

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