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Comunali a Vibo, Luciano: «Senza la Limardo la destinazione naturale di Azione è il centrodestra»

Intervista al leader cittadino di Azione per il quale il recente ingresso di Città Futura di Vito Pitaro nel polo di centro ha creato «un'alterazione degli equilibri iniziali con proposte di candidature non condivise». La possibile implosione dell'area di centro, la posizione rispetto ai progressisti e l'apertura da parte di Michele Comito

Comunali a Vibo, Luciano: «Senza la Limardo la destinazione naturale di Azione è il centrodestra»
Stefano Luciano
Stefano Luciano

Delinea i possibili scenari politici in vista delle elezioni amministrative di giugno, il leader cittadino di Azione, Stefano Luciano. Lo fa chiarendo i rapporti con il polo di centro ma, soprattutto, con il centrodestra dopo la rinuncia del sindaco Maria Limardo a ricandidarsi. Un’uscita dai “giochi”, quella del primo cittadino, che apre ad accordi ed alleanze sino a poco tempo fa impensabili. Stefano Luciano chiarisce anche la sua posizione rispetto alla compagine di Città Futura, guidata da Vito Pitaro, e non tralascia di evidenziare il suo pensiero pure rispetto alla coalizione progressista. Contattato dalla nostra testata, Stefano Luciano ha così risposto alle nostre domande.

Avvocato Luciano, dopo la rinuncia della Limardo cosa pensa dell’apertura del tavolo del centrodestra da parte di Michele Comito ad altre forze politiche?
Ritengo che sia un comportamento che va nella direzione del senso di responsabilità nei confronti della città che è sempre stata una costante del mio agire politico ed amministrativo.

In una precedente intervista alla nostra testata ha sostenuto che si sarebbe allontanato dal tavolo del centro qualora non vi fossero stati obiettivi trasparenti, valori comuni ed un comune modo di intendere la politica. Se ciò dovesse accadere Lei accetterebbe l’invito di Comito?

Cadute le pregiudiziali locali sarebbe la destinazione naturale per il partito di Azione atteso che in Calabria il partito fa parte di una coalizione di centrodestra che governa la Regione. A tale proposito, in relazione alle voci secondo le quali se Azione dovesse aderire al centrodestra verrebbe privata del simbolo, ritengo che queste vadano smentite poiché lo stesso segretario nazionale Carlo Calenda ha affermato al Corriere della Sera che negli enti locali occorre aderire in base ai programmi ed alle persone e che in Calabria il partito sostiene il centrodestra. Se a questo si aggiunge il senso di responsabilità di cui ho fatto cenno non vedo ragioni ostative ad un’ipotesi del genere.

Qualcuno ha sostenuto che Lei meno di un anno fa dialogava con il centrosinistra per poi confluire nel polo di centro e che quindi un ulteriore passo verso il centrodestra sarebbe pregiudizievole alla sua immagine

Chi sostiene questo mente sapendo di mentire oppure avendo interessi facilmente intuibili vorrebbe scoraggiare un eventuale passaggio del mio partito nel centrodestra che inevitabilmente rafforzerebbe quella coalizione a discapito del centrosinistra che è il principale antagonista. Ciò precisato, i fatti stessi smentiscono quella ricostruzione ed in proposito basti osservare come il centrosinistra con cui avrei dialogato, un anno fa neppure esisteva poiché il Movimento Cinque Stelle, Liberamente progressisti e il Pd erano partiti autonomi ed agivano in modo disgiunto e spesso in dissidio fra loro. L’aggregazione di centrosinistra a Vibo è nata circa due mesi fa nel momento in cui dopo le aspre polemiche sulla inadeguatezza della figura di Romeo quale candidato a sindaco, il Movimento Cinque Stelle e Liberamente progressisti si sono inchinati alle imposizioni del segretario cittadino Colelli. Quanto poi alla mia presunta adesione al polo di centro, tutti sanno che sono stato uno dei promotori di quel polo dove poi altri hanno aderito.

Lei ha sottoscritto un documento insieme alle altre componenti del polo centrista nel quale anche Lei affermava che il polo sarebbe andato con un proprio candidato disinteressandosi delle vicende interne delle altre aggregazioni. Oggi però sembra che non sia più così

I documenti politici vanno contestualizzati al momento in cui vengono sottoscritti. Se poi subentrano elementi di destabilizzazione di quel quadro politico occorre prenderne atto e valutare alternative diverse per conseguire al meglio gli obiettivi prefissati. Venendo al nostro caso, occorre ricordare che con il documento in questione si è sancito l’ingresso nel polo di centro di Città Futura che ha determinato un’alterazione degli equilibri iniziali con proposte di candidature che non sono state condivise da tutte le componenti e che ostacolavano l’ingresso di altri contenitori politici con i quali stavo già dialogando da tempo.

Stefano Luciano

Mettiamo il caso che il polo di centro imploda, Lei ha sopra affermato che non avrebbe problemi a sedersi al tavolo del centrodestra

Certamente. Ho sempre affermato pubblicamente anche sulle colonne di questo giornale di essere pronto a dialogare con chiunque avesse un progetto valido per le sorti della città. Ovviamente questo deve avvenire con passaggi e criteri politicamente sostenibili e nell’ambito di un tavolo dove ogni forza politica ha pari dignità.

Quando pensa che la posizione di Azione sarà definita?

Aspetto di parlare con la dirigenza cittadina del partito riunitasi nella giornata (ieri, ndr) prima di assumere posizioni ufficiali.

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