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Comunali Mileto, nei comizi tiene banco il rischio scioglimento per mafia

Negli incontri d'avvio della campagna elettorale sia Giordano che Rombolà hanno dato ampio spazio al lavoro in itinere della commissione d’accesso agli atti. Ecco le loro parole

Comunali Mileto, nei comizi tiene banco il rischio scioglimento per mafia
Comune di Mileto

Con i primi comizi tenuti dai due candidati, è partita ufficialmente la campagna elettorale per la scelta del nuovo sindaco di Mileto. L’attuale primo cittadino Salvatore Fortunato Giordano, ripresentatosi davanti agli elettori alla guida di “Città futura”, ha deciso di aprire le danze a Mileto, inaugurando di fatto la rinnovata piazza Italia. Michele Rombolà, invece, affiancato dagli altri componenti della lista “Eppur si muove”, ha iniziato la propria avventura nella “sua” Paravati. In entrambi i discorsi dei due contendenti, non poteva mancare il riferimento al lavoro in itinere della commissione di accesso agli atti inviata nel dicembre scorso dalla Prefettura di Vibo Valentia, con conseguente rischio che nel breve periodo il Comune venga sciolto per infiltrazioni mafiose. «Sono contento che si voti e che ci sia più di una lista – ha affermato durante il suo comizio l’attuale sindaco – in una situazione che conosciamo tutti e che non sto qui a ricordare. L’argomento è troppo vasto per poterlo affrontare su una piazza e non è neanche corretto farlo, perché c’è una commissione che sta lavorando. In ogni caso, una situazione di questo tipo avrebbe potuto determinare la sconfitta totale della democrazia e, invece, ciò non è avvenuto. Noi, infatti, stasera ci troviamo qui a poter dire la nostra in maniera del tutto democratica, con una controparte che ha trovano la forza di organizzarsi per interporre un proprio programma alla comunità. C’è gente che cerca di strumentalizzare anche queste situazioni, e allora io per sgomberare il campo dico apertamente che i candidati che stasera non ci sono, o per libera scelta o perché non si sono potuti riproporre per la situazione che si è venuta a creare, personalmente non hanno nulla da temere da parte di nessuno, così come nessuno dell’attuale amministrazione ha nulla da temere, perché sono tutte persone per bene».

Giordano è ritornato sull’argomento in un secondo tempo, dopo una parentesi dedicata alle «tantissime risposte date alla comunità nell’arco di questi cinque anni e che anche in futuro vogliamo continuare a dare, senza intrighi e accordi di palazzo a cui si era abituati e a cui abbiamo detto no. Abbiamo subito ottanta denunce anonime – ha spiegato – eppure nessuno di chi è qui con noi e di chi oggi non c’è ha mai ricevuto un avviso di garanzia. Abbiamo pensato agli interessi di tutti facendo delle scelte indirizzate a risolvere i problemi più gravi, ottenendo risultati importanti. Se questi giovani si avvicinano alla politica con noi, nonostante quello che dicevamo prima, è perché si sente aria di speranza».

«Veniamo in pace non vogliamo aprire nessuna polemica – ha affermato dal canto suo a Paravati Rombolà – fermo restando che il modo di amministrare la comunità da parte di questa maggioranza è totalmente all’opposto della nostra idea. La commissione di accesso agli atti vuol dire che delle autorità superiori all’amministrazione comunale sospettano che ci possa essere un’attività contaminata, non leale e non corretta, che possa andare contro gli interessi dei cittadini. Ora qui noi siamo lontani dal dare giudizi e dal dire che questa amministrazione ha agito nell’illegalità, lungi da me affermare una cosa del genere. In tal caso non riconoscerei quelle stesse autorità che sono state mandate per fare il loro dovere, oggi però è certo che viviamo in una situazione in cui l’iter non si è ancora concluso con un giudizio definitivo, perché probabilmente i commissari non hanno terminato il loro percorso e non hanno consegnato una relazione, o se l’hanno fatto noi non lo possiamo sapere. Chi di dovere alla fine dovrà giudicare se chiedere lo scioglimento dell’organo elettivo o l’archiviazione. L’anomalia e la cosa grave sono – tuttavia – le bugie che sono state raccontate in questi mesi, sul fatto che essendo state indette le elezioni questo rischio è stato scongiurato. Non è vero, chiunque vinca questa competizione, compreso noi che non facciamo parte dell’attività amministrativa, corre il rischio di essere mandato a casa, perché il problema non è chi sta in quel momento lì, ma chi c’è stato in un periodo in cui le cose non sono state fatte secondo regola e legalità». Soffermandosi sul momento, il candidato a sindaco di “Eppur si muove” ha poi parlato di vuoto istituzionale e di comunità sospesa, riaffermando nel contempo la convinzione che «sarebbe stato meglio disertare congiuntamente le elezioni, in attesa del giudizio definitivo e in maniera tale che i cittadini potessero andare serenamente a votare in un clima diverso e non avvelenato come quello l’attuale». Gli incontri con gli elettori proseguiranno nelle prossime ore, in attesa dell’appuntamento clou dell’8 e 9 giugno.

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